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L'INVASIONE VERDE

Le acque del Lago Vittoria sono infestate da una “pianta-killer”

Si chiama Giacinto acquatico, proviene dal continente americano e sta colonizzando il più esteso lago africano. A rischio sono i pesci, le piante indigene e l’economia locale. Ma c’è chi vede nella pianta infestante un nuovo business

Il Lago Vittoria, il più esteso bacino d’acqua del continente, è assalito da una pianta infestante che rischia di soffocare la sua vita. L’invasione appare inarrestabile. La macchia verde cresce ad un ritmo impressionante, giorno dopo giorno. Se ne sono accorti i pescatori africani che oramai faticano a muoversi con le loro barche tra il groviglio di foglie e radici. E l’hanno capito anche i politici, costretti ad ammettere il problema di fronte alle immagini satellitari scattate dagli scienziati: foto inquietanti che mostrano ampie chiazze del grande lago della Rift Valley ricoperte da un tappeto limaccioso che si allarga sempre più.
La “pianta-killer” si chiama Giacinto acquatico (il suo nome scientifico è Eichhornia crassipes) ed è una specie originaria delle regioni tropicali del continente americano. In Europa la si può trovare facilmente in stagni e laghetti artificiali: i suoi fiori azzurri punteggiati di giallo sono un motivo ornamentale molto apprezzato. In natura i giacinti d'acqua popolano la superficie dei fiumi e dei canali navigabili e si sviluppano tanto copiosamente da rappresentare talvolta un ostacolo alla navigazione delle imbarcazioni e allo scorrere dell'acqua nei canali d'irrigazione. Le foglie dei giacinti contengono numerose piccole camere d'aria che consentono alla pianta di galleggiare. Ma sotto la superficie dell'acqua si cela una foresta torbida costituita da radici profonde e ramificate. Un vero e proprio muro vegetale, lungo talvolta molti chilometri, che soffoca ogni altra forma di vita, trattiene sedimenti, rallenta le correnti e intralcia la navigazione di battelli e traghetti.
L'accrescimento rapido dei giacinti e la mancanza di predatori ne hanno fatto una pianta infestante di molti corsi d'acqua, non solo in Africa. Il Rio Grande, il fiume americano che nasce sulle Montagne Rocciose, e che aveva impressionato i primi conquistadores per la sua impotenza, oggi fatica a raggiungere il Golfo del Messico, anche per il proliferare dei giacinti d’acqua che ostacolano il suo corso. Analoghi problemi si stanno verificando nelle paludi della Papua meridionale, in Indonesia, dove l’invasione di questa pianta acquatica rischia di provocare gravi conseguenze sulla biodiversità della regione. La situazione più allarmante riguarda comunque il Lago Vittoria dove recentemente un team di esperti internazionali ha constatato che il giacinto è molto più diffuso di quanto si pensasse. L’unico modo per arrestare l’invasione verde sembrerebbe quello di coinvolgere le comunità indigene in una battaglia biologica combattuta solo con armi naturali. Il problema infatti è che quando le piante invasive emigrano (di solito portate dagli uomini, consapevoli o no) e giungono in habitat a cui erano estranee, possono non trovare predatori naturali che le tengano a bada, e dunque proliferano senza limiti. Per fermare la diffusione bisogna allora importare nell’ambiente un efficace predatore. In Indonesia, per esempio, gli studiosi del WWF hanno insegnato alle popolazioni locali ad allevare il Punteruolo Neochetina, un insetto che si ciba della pianta invasiva, e a rilasciarlo nelle zone umide colpite. In America l’incursione dei giacinti è stata contrastata dalle autorità popolando i fiumi infestati con migliaia di carpe cinesi, che si nutrono delle piante acquatiche. In poche parole la strategia usata è quella di programmare una “bioinvasione” buona per contrastarne un’altra cattiva. Ma non tutti gli studiosi sono d’accordo. Alcuni biologi fanno notare che i giacinti d’acqua possono essere alleati dell’uomo, in quanto svolgono un'efficace azione depuratrice, essendo in grado di assorbire dalle acque grandi quantità di sostanze inquinanti. Essi ricordano inoltre che da queste piante acquatiche si possono ricavare fibre con cui viene prodotto un particolare tipo di carta. La marea verde dunque potrebbe far nascere in Africa nuove opportunità imprenditoriali. Lo hanno già dimostrato alcuni brillanti ricercatori dell’Università di Mutare, in Zimbabwe, che hanno sfruttato la proliferazione del giacinto acquatico nei fiumi locali per coltivare funghi commestibili e medicinali. Come si dice ? Se non riesci a sconfiggere il tuo nemico, alleati con lui.

Identikit del lago
     Il Lago Vittoria, il più esteso del continente, bagna le terre di Uganda, Kenya e Tanzania. Occupa un'area di 68.100 km2, la sua massima profondità è di 82 m. Il suo unico emissario è il Nilo e il suo principale immissario è il Kagera. Il primo europeo a individuare il lago fu l'esploratore britannico John Hanning Speke nel 1858; Henry Morton Stanley fu invece il primo, nel 1875, a circumnavigarlo. Oggi il lago è al centro di una regione densamente popolata, in cui la pesca è una risorsa di primaria importanza.

«La vera minaccia sono i pescatori»
     S’intitolala “Darwin’s nightmare” il documentario del regista inglese Hubert Sauper che sta facendo arrabbiare molti africani. La pellicola critica con durezza i pescatori di Kenya, Uganda e Tanzania, “colpevoli di sterminare la fauna del Lago Vittoria”. In loro difesa si sono mobilitati i politici locali, ma anche ecologisti (Alice Kaudia,direttrice della International Union for Conservation of Nature) e sindacalisti (Thomas Maebe, segretario dei pescatori del lago Vittoria) che accusano gli europei di “ideologismo ecologico”. Nel Lago Vittoria si trovano circa duecento specie ittiche che oggi sfamano 30milioni di persone.






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