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IL VIRUS DELLA MANIOCA

Una nuova calamità per l’Africa

La coltura più diffusa nel continente africano è colpita da un virus misterioso. Che distrugge le piantagioni e minaccia di affamare milioni di persone

L’allarme è stato lanciato lo scorso giugno dalla rivista New Scientist. Un virus devastante e misterioso si sta abbattendo sulle piantagioni di manioca, la principale coltura di sussistenza del continente, causando ingenti danni alle povere economie rurali. Le perdite finora stimate dagli agronomi ammontano a trecento milioni di dollari, ma nel prossimo futuro le dimensioni del disastro – economico e umanitario - potrebbero essere di gran lunga peggiori. La manioca (detta anche cassava o attekè) è il nutrimento fondamentale della dieta africana. I suo tuberi carnosi, lunghi fino a 60 centimetri, contengono una fecola, chiamata tapioca, utilizzabile come la farina dei cereali. L’arbusto, originario dell’America Latina, è stato portato dai navigatori portoghesi verso il 1600. In breve tempo si è diffuso dal Senegal al Sudafrica, anche in piena savana. Il motivo? Resiste ai terreni assetati, non richiede cure, cresce tutto l’anno. Grazie a queste qualità, la manioca garantisce la sicurezza alimentare a decine di milioni di contadini, anche durante i periodi di siccità. A sud del Sahara ne vengono prodotti ogni anno 120 milioni di tonnellate, più di qualsiasi altra coltura.
     E in futuro? La malattia annunciata da New Scientist – nota agli agronomi col nome di “striatura bruna” – si sta propagando in tempi rapidissimi. Al punto da rappresentare una seria minaccia per le popolazioni dell’Africa orientale e centrale. In un articolo dai toni inquietanti, il settimanale britannico spiega che “il virus fu scoperto dagli scienziati inglesi nel 1935 lungo le coste dell’attuale Tanzania, dove è rimasto confinato per lungo tempo. Negli ultimi cinque anni, però, è diventato molto più violento. Prima ha invaso il Kenya e ha raggiunto le rive del lago Vittoria, in Uganda. Poi è entrato nella Repubblica Democratica del Congo e si è spostato verso sud, in Malawi, Zambia e Mozambico. Presto potrebbe raggiungere il Sudafrica”. Un’equipe di ricercatori dell’Istituto internazionale di agricoltura tropicale (Iita) di Ibadan, in Nigeria, sta cercando un rimedio per questa spaventosa piaga. Finora gli scienziati non sono riusciti a contenere la diffusione della malattia né a comprenderne le modalità di trasmissione. Del resto i loro studi sono indirizzati alla creazione in laboratorio di nuove varietà di manioca resistenti al virus. Esprimenti incoraggianti sono stati condotti anche dal Donald Danforth Plant Science Center, un istituto di ricerca americano che collabora con la multinazionale di biotecnologie agricole Monsanto. Ma alcuni Paesi africani – tra cui lo Zambia - hanno già comunicato il rifiuto all’uso di sementi geneticamente modificati. Mentre i politici e gli esperti africani litigano per gli OGM, il virus prosegue la sua inarrestabile corsa devastatrice.


La curiosità
La manioca è ricca di amidi ma povera di proteine e grassi. In Africa viene anche usata come rinvigorente sessuale per gli uomini



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