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VOCABOLARIO CONGOLESE

Breve guida sulla crisi del Kivu

Dal 2004 le regioni orientali del Congo sono flagellate da una guerra silenziosa che ha già causato quattro milioni di morti. Nelle violenze sono coinvolti diversi eserciti e milizie che si contendono il controllo delle enormi risorse minerarie celate nel sottosuolo. Ecco una breve guida per orientarsi nel groviglio di sigle coinvolte nelle violenze

Il Congo orientale è dilaniato dalla guerra. I ribelli tusti guidati dell'ex generale Laurent Nkunda hanno lanciato una nuova pesante offensiva contro i militari dell’esercito congolese che rispondono agli ordini del presidente Joseph Kabila. Obiettivo non dichiarato: assicurarsi il controllo delle risorse minerarie della regione. E’ una guerra senza fine, che si trascina da dieci anni, nel silenzio assordante dei media e delle diplomazie occidentali. Secondo stime dell’ONU, le violenze hanno già provocato dai quattro ai cinque milioni di morti. Almeno due milioni di persone sono state costrette alla fuga, innumerevoli villaggi sono stati saccheggiati e bruciati, la città di Goma è stata messa sotto assedio. La popolazione civile, stremata dalla fame e dalle epidemie di colera, è intrappolata nella giungla, presa di mira dal fuoco incrociato dei soldati e dei miliziani. Da molte settimane si alternano violenti battaglie e fragili tregue. La comunità internazionale non pare in grado di riportare la pace. Non sembra preoccuparsene. Sotto accusa, in particolare, è l’inerzia del contingente della Monuc (la missione Onu presente nella Repubblica Democratica del Congo): oltre diciassettemila caschi blu, incapaci di porre fine ai saccheggi, agli stupri, al flusso dei profughi che vagano nella foresta in fuga dalla guerra. Il fuoco dei combattimenti potrebbe incendiare l’intera Africa centrale. La crisi ha già avvelenato i rapporti tra Congo e Ruanda, i cui governi si accusano reciprocamente di voler destabilizzare la regione. Un territorio ricchissimo di metalli preziosi e strategici. Che fanno gola a molti. Ecco un vocabolario essenziale per orientarsi nel groviglio di sigle coinvolte nella crisi congolese.

Chi combatte

CNDP:
     Il Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo, principale gruppo ribelle, guidato dall’ex generale tutsi Laurent Nkunda, si batte contro le milizie hutu e l’esercito regolare congolese. Il suo leader è stato catturato a sorpresa nel gennaio 2009.
MONUC:
     La missione delle Nazioni Unite nella Repubblica Democratica del Congo, è una forza di peacekeeping che dal 2000 tenta, senza successo, di assicurare pace e sicurezza alle popolazioni del Kivu.
FDLR:
     Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda. Milizia irregolare hutu attiva nelle foreste congolesi, ha raccolto nelle sue fila anche gli estremisti Interahamwe responsabili del genocidio nel 1994 in Ruanda.
FARDC:
     Forze Armate della Repubblica Democratica del Congo. È l’esercito regolare di Kinshasa che tenta, con scarsi risultati, di ripristinare l’ordine nelle regioni orientali del Paese. Anche i suoi soldati hanno sono stati protagonisti di razzie e violenze contro la popolazione inerme.
MAI-MAI:
     Guerriglieri congolesi, originari della regione del Katanga, che affermano di voler contrastare l’espansione delle milizie filoruandesi, ma sono anch’essi responsabili di saccheggi, stupri e massacri ai danni dei civili.



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