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GRASSE A TUTTI I COSTI

In Mauritania l’obesità femminile piace (troppo)

Per trovare più facilmente marito, le bambine vengono nutrite a forza. Una tortura diffusissima. Ma le cose stanno cambiando. Grazie alla televisione

Contrordine: in Mauritania il problema non è la fame, ma l’obesità. Lo rivela un recente rapporto del Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (Unfpa) che punta il dito contro il leblouh, l’alimentazione forzata delle ragazzine. Nella società mauritana la corpulenza delle donne è segno di bellezza: essere in carne significa essere in salute, e questo fa aumentare le probabilità di trovare marito.
La tradizione impone così alle giovani di trangugiare montagne di alimenti, specie se grassi e ipercalorici. Secondo uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono circa 400mila le ragazze mauritane che si abbuffano sistematicamente.
La tortura del cibo
     Il problema più grave riguarda le piccole dai 5 anni in su, che vengono portate dai genitori in autentiche “fattorie dell’ingrasso”. Qui, la tipica dieta giornaliera consiste in due chili di polenta condita con dosi massicce di burro, datteri e latte di cammella. «A volte le bambine piangono e urlano», ha confessato alla Bbc senza imbarazzi Fatematou, una voluminosa sessantenne che dirige una tenuta dell’ingrasso nella città di Atar. «Ma alla fine si abituano a mangiare tutto ciò che trovano nel piatto».
Per mesi le bimbe vengono rimpinguate fino alla nausea. «Talvolta sono persino costrette a bere il loro vomito», denuncia Fatimata M’baye, avvocata dei diritti dell’infanzia. A 12 anni possono pesare 80-100 chili. Alla fine della “cura” faticano a camminare e dimostrano il doppio della loro età.
Il silenzio dei politici
     Il leblouh «è un retaggio tribale, l’islam non c’entra», chiarisce lo studioso Mohamed el-Mounir. «Un tempo, nel deserto le mogli degli uomini più importanti non uscivano mai dalla tenda. Obbligavano gli schiavi a lavorare mentre loro, per sfuggire al caldo, passavano le giornate mangiando e dormendo. Per questo l’obesità è diventata emblema di bellezza e prestigio».
Un modello estetico giunto fino ai giorni nostri. «Molti pensano che le dimensioni di una donna siano proporzionali allo spazio occupato nel cuore degli uomini», sentenzia amara Aminetou Mint Ely, presidentessa dell’associazione delle Donne Capofamiglia, che riunisce migliaia di single o divorziate. «I nostri governanti dovrebbero fermare questa terribile forma di discriminazione. Ma nessuno ha il coraggio di scontrarsi coi leader tribali e perdere consensi».
In verità il governo dell’ex Presidente Sidi Ould Cheikh Abdallah aveva cercato di contrastare il leblouh con una massiccia campagna d’informazione sui problemi di salute connessi all’ingrassamento. Poi, nell’agosto del 2008, il golpe militare di Mohamed Ould Abdelaziz ha messo fine alle speranze. «Siamo tornati indietro», tuona Aminetou Mint Ely. «Un paio di anni fa avevamo un ministro degli Affari femminili, molte donne ai vertici della politica. Ora i nuovi governanti stanno cancellando tutti i progressi civili».
Il nuovo che avanza
     Nei villaggi più remoti, dove le campagne di informazione non sono mai arrivate, l’alimentazione forzata starebbe tornando in auge. In alcune regioni rurali - denunciano le ong - viene costretto a ingrassare l’80% delle ragazze.
In città è diverso. Nella capitale Nouakchott - dove pure si vendono pillole superenergetiche, barrette ipercaloriche e persino prodotti a base di ormoni o di cortisone - la percentuale scende sotto il 10%. La scolarizzazione sembra essere il principale antidoto al leblouh. «In molte hanno preso coscienza dei benefici di una corretta alimentazione», conferma il dottor Amadou Kane Racine. «Preferiscono fare attività fisica all’aria aperta con gli amici, piuttosto che restare recluse in una stanza ad ingrassare». E poi, le spallate alle tradizioni arrivano da fuori. Internet e le paraboliche portano in casa nuovi modelli: corpi snelli e tonici. Così ogni sera migliaia di giovani mauritane riempiono le palestre o corrono lungo i viali cittadini. Madide di sudore ma, finalmente, sorridenti.


Malgrado la resistenza degli anziani, e la reticenza della politica, le nuove generazioni si oppongono alla pratica dell’ingrassamento delle donne



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