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I PARADISI DEI PIRATI INFORMATICI

Camerun e Nigeria, rifugi delle truffe online


Partono dal cuore dell’Africa le minacce più insidiose alla sicurezza dei nostri computer. Dalle false lotterie alle mail che annunciano improbabili eredità o vincite, fino ai virus che rubano i dati personali

Nel 2009 il centro contro i crimini informatici dell’Fbi ha raccolto mezzo milione di denunce. Più o meno lo stesso numero è stato registrato dalle polizie postali e delle telecomunicazioni in Europa. Gli inganni più diffusi in internet sono le false vincite alla lotteria, i furti d’identità, le vendite all’asta truccate. Ma la frode che ha “bruciato” il maggior numero di soldi è la famigerata lettera nigeriana che propone «urgenti relazioni d’affari» da parte di poco credibili funzionari del governo federale o del ministero del Petrolio: una missiva che chiede un prestanome discreto per sbloccare il conto in banca e riscuotere una grossa eredità.
I pirati informatici nigeriani hanno fatto affari d’oro inviando in mezzo mondo caterve di mail-tranelli. E la loro abilità criminosa di spillare soldi nel web ha fatto scuola in Camerun, che quest’anno è diventato il Paese più pericoloso del mondo per chi naviga in internet. Un primato rivelato dalla società statunitense McAfee (specializzata in programmi antivirus) che ha condotto uno studio su circa 27 milioni di siti web.
Errori rischiosi
     «Più della metà di quelli con il dominio “.cm” (ovvero quelli registrati in Camerun) nasconde attività criminali - hanno fatto sapere gli analisti americani - come l’installazione di software per il furto di password e altri dati riservati». Nel cuore dell’Africa è stata individuata un’impressionante concentrazione di phishing, spamming, spoofing e cyberstalking… ovvero ogni genere di stratagemma informatico per rubare i dati personali di una persona per farne usi illeciti.
Il motivo per cui i cybercriminali (di ogni nazionalità) si sono concentrati in Camerun - spiegano gli esperti della McAfee - è la somiglianza del suo dominio con il più diffuso “.com” che indica i siti commerciali. Capita spesso infatti di digitare, per errore, “.cm” al posto di “.com”: una svista sfruttata abilmente dai pirati informatici. Sempre dal Camerun è partita, l’anno scorso, la truffa dei cani di razza offerti, gratuitamente, sul web. Una serie di falsi annunci prometteva gli animali in cambio del biglietto aereo per trasportare i cani dall'Africa in Europa. Dopo aver intascato i soldi del volo e, in alcuni casi, per inesistenti visite veterinarie, i truffatori facevano perdere ogni traccia. Solo in Italia oltre 25mila persone sono cascate nell’imbroglio, per un giro d'affari di almeno 10 milioni di euro.



Come difendersi
     Il buon senso è il primo antidoto contro i crimini informatici: mai cedere a sconosciuti informazioni riservate (numero di carta di credito e altri dati personali). Alle aste su internet verificare gli obblighi del compratore e del venditore prima di acquistare. Cercare il maggior numero di informazioni su chi vende e diffidare delle apparenze: bastano poche ore per realizzare una pagina web. Infine denunciare ogni truffa o segnalare siti sospetti alla polizia postale e delle comunicazioni.





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