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MALAWI, RACCOLTO IN FUMO

Nel 2011 crolla la produzione del tabacco

La più importante fonte di valuta straniera è in crisi. E la comunità internazionale non è più disposta a salvare i conti del Paese

E' stato un raccolto disastroso per i produttori di tabacco del Malawi. La prolungata siccità e l'inefficiente gestione delle piantagioni hanno fatto precipitare l'esportazione delle preziose foglie (218mila tonnellate, meno del 27 per cento rispetto a un anno fa) che assicurano il 15 per cento del PIL del Paese.
A peggiorare la situazione ha contribuito il crollo dei prezzi sul mercato internazionale: l'ultima asta di quest'anno si è chiusa a 93 centesimi di dollaro al chilogrammo, la metà di quanto pagava l'industria del fumo nel 2010. Inevitabilmente allarmanti sono le cifre divulgate dal Ministro delle Finanze Ken Kandodo: «I profitti del tabacco hanno subito un calo dal 70%, riducendosi a 300 milioni di dollari, il peggior risultato degli ultimi vent'anni».
     Il tabacco è la prima fonte di valuta estera del Malawi è dà lavoro (considerando anche l'indotto) a circa 2 milioni di persone, su una popolazione totale di 13 milioni. Il vistoso crollo delle rendite in un comparto dell'economia tanto strategico provoca serie ripercussioni sulle finanze dello stato (salvate finora solo da ingenti aiuti europei e americani) e sulla vita dei cittadini (già oggi il 55% dei malawiani vive sotto la soglia di povertà).
Ex protettorato inglese fino al 1964 col nome di Nyasaland, il Malawi avrebbe le risorse (terre fertili, attrazioni turistiche, infrastrutture) per far decollare l'economia. Invece il malgoverno ha fatto precipitare l'aspettativa di vita degli abitanti a 38 anni.



Alta tensione
     A Lilongwe, capitale del Malawi, gli scioperi e le manifestazioni contro il governo sono divenuti frequenti a causa delle difficoltà economiche aggravate da alcune scelte politiche del presidente Bingu wa Mutharika, in particolare dalla rottura dei rapporti diplomatici e di cooperazione con gli ex colonizzatori inglesi. A luglio cortei di protesta sono stati repressi nel sangue dalle autorità (bilancio: 20 vittime). A settembre l’attivista dell'opposizione Robert Chasowa, 25 anni, è stato brutalmente assassinato in circostanze sospette. Il presidente Mutharika ha promesso di far luce sulle violenze istituendo una commissione d'inchiesta indipendente. Basterà a salvargli la poltrona?



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