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IL PAESE DELLE DONNE

La Liberia ha un cuore rosa

Non è un caso se il Premio Nobel per la Pace quest'anno è stato assegnato alla presidente Ellen Johnson Sirleaf e all'attivista Leymah Gbowee. La Liberia sta in piedi grazie alle donne

La Liberia è la più vecchia repubblica africana ed è nata nel 1847, fondata da ex schiavi liberati negli Usa o nei Caraibi. I loro discendenti si sono mischiati con le popolazioni autoctone e hanno dato vita ad una nazione dei fragili equilibri etnici, ricca di risorse naturali (diamanti, ferro, gomma, legname), ma indebolita da corruzione e instabilità.
L'ultima sanguinosa guerra civile, terminata nel 2003, ha lasciato il posto ad un periodo di rinnovato ottimismo che ha visto salire al potere Ellen Johnson-Sirleaf: la prima donna capo di stato nella storia africana. Oggi la 72enne presidentessa della Liberia, già economista per la Banca Mondiale, confermata poche settimane fa alla guida del Paese, è considerata un «simbolo della nuova Africa». Il Premio Nobel per la Pace 2011 è stato assegnato a lei e alla sua compatriota Leymah Gbowee (assieme all'attivista per i diritti civili Tawakkul Karman, yemenita). La Gbowee, avvocato, è una militante pacifista ed ha contribuito a mettere fine alle guerre civili che hanno dilaniato la Liberia: è passata alla storia per avere lanciato "lo sciopero del sesso", un'iniziativa che coinvolse migliaia di donne e che costrinse il regime di Charles Taylor ad ammetterla al tavolo delle trattative per la pace.
IL CORAGGIO DI RISCHIARE
     Il trionfo di Ellen Johnson Sirleaf e Leymah Gbowee non stupisce poiché non è un caso isolato: in Liberia le donne sono attive, organizzate, intraprendenti. E ricoprono ruoli importanti, non solo in politica. «Abbiamo sofferto molto, ma ora siamo più forti», spiega Rita Wheazor, direttrice dell'organizzazione delle donne vittime della guerra in Liberia. «Dopo gli anni dei soprusi, abbiamo voglia di riscatto».
Gli esempi non mancano: la giornalista Ora Garway è la prima liberiana alla guida di un magazine d'informazione, in un Paese dove il 60% delle donne è analfabeta. «Lotto ogni giorno contro i pregiudizi e le discriminazioni sessuali», afferma. La passione per il giornalismo l'ha ereditata dal padre. Nel 2009 ha fondato il giornale indipendente The Punch (Il Pugno) e oggi dirige una redazione di dieci cronisti impegnati a raccogliere notizie in ogni angolo del Paese.
Dal giornalismo al business: la giovane Angela Davis, ex infermiera, ha lasciato le corsie ospedaliere per guidare un'impresa di successo, la Vezapac, che commercia materiale sanitario e offre assistenza medica. E che dire di Tetejay Sesay, una donna liberiana rimasta vedova durante la guerra? Per sfamare i figli si era messa a coltivare un pezzo di terra. Oggi guida la Sebelhill Cocoa Farmers Association, un'associazione di duecento produttori di cacao che fanno affari d'oro. Grazie a lei.



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