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A CACCIA DI VOTI

I trucchi dei candidati africani per tentare di vincere le elezioni

In Africa le campagne elettorali sono formidabili sfide all'insegna della creatività. Battaglie spregiudicate in cui i politici usano ogni genere di espediente per rastrellare voti


A Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo, alla vigilia del voto presidenziale di novembre, i sacerdoti di una setta evangelica si sono spinti a offrire ai fedeli delle indulgenze plenarie in cambio del loro voto per Joseph Kabila. Per non essere da meno, i pastori pentecostali che sostenevano il rivale Etienne Tshisekedi hanno distribuito durante le messe dei santini con l'immagine del candidato, con tanto di preghiera votiva. In Africa capita spesso che chiese e moschee si trasformino in teatri per comizi elettorali. Ma la religione non è l'unica leva usata dai politici per assicurarsi il consenso.
Acrobazie e musica
     Ogni genere di espediente è buono per rastrellare voti. Da Dakar a Johannesburg le campagne elettorali acquistano i contorni di battaglie spregiudicate, formidabili sfide all'insegna della creatività. Se in Occidente l'uso di internet, e soprattutto dei social network, è diventato cruciale per vincere un'elezione (Obama docet), nel continente africano la propaganda elettorale sfrutta forme di comunicazioni più tradizionali (radio, manifesti, comizi, volantini). Oppure s'inventa metodi più stravaganti.
In Uganda, in occasione delle ultime presidenziali, il leader dell'opposizione Kizza Besigye (poi sconfitto) aveva assoldato dei motociclisti acrobati che scorazzavano per le vie di Kampala, reclamizzando il nome del politico con funamboliche evoluzioni su due ruote. Il Presidente Yoweri Museveni aveva risposto prontamente, mandando in giro per la città decine di pick-up, equipaggiati con amplificatori e casse acustiche, sui quali si alternavano cantanti e gruppi musicali: una chiassosa macchina elettorale che ha sommerso di decibel i cittadini per settimane.
Orologi e profilattici
     In Costa d'Avorio l'ex Presidente Laurent Gbagbo (oggi in prigione per crimini commessi durante la lunga crisi post-elettorale scoppiata nel novembre 2010) inviava sulle strade di Abidjan sciami di supporter-pattinatori corredati da vistosi palloni che reclamizzavano il suo slogan elettorale. Ma la vera sfida con il suo rivale Alassane Ouattara (oggi Presidente) si è consumata a suon di orologi: in occasione dei loro comizi entrambi i candidati hanno provveduto a regalare agli elettori miriadi di orologi personalizzati, da polso o da parete (il fornitore era identico: una ditta cinese). In Tanzania, in occasione delle elezioni politiche dell'ottobre 2010, gli aspiranti parlamentari del Ccm, il Partito della rivoluzione, sono riusciti nell'impresa di colorare l'intera nazione di giallo (il colore del loro partito) distribuendo due milioni di gadget promozionali: cappellini, spille, t-shirt, stoffe (per i Masai) e persino veli islamici (per le donne di Zanzibar).
In molti Paesi dell'Africa la campagna elettorale assomiglia ad un pittoresco carnevale. Ad Accra, capitale del Ghana, prima delle elezioni sfilano addirittura i carri allegorici dei politici: ognuno dà il meglio di sé per tentare di stupire l'elettorato. Ma l'idea più audace per rastrellare voti l'hanno avuta in Malawi alcuni candidati dell'United Democratic Front: alla vigilia delle ultime elezioni politiche, hanno distribuito gratuitamente migliaia di preservativi agli elettori. Non era solo un chiaro messaggio politico - un invito alla prudenza in uno dei Paesi più colpiti dall'Aids - ma anche uno sfacciato escamotage propagandistico: su ogni profilattico c'era impresso il nome del politico da votare. Una trovata impertinente ma efficace.


Le prossime elezioni
     Gambia (parlamentari, gennaio 2012); Senegal (presidenziali, febbraio); Mali (presidenziali, aprile); Burkina Faso (politiche e amministrative, maggio); Capo Verde (amministrative, maggio); RD Congo (amministrative, maggio); Mali (politiche, luglio); Camerun (parlamentari, luglio); Sierra Leone (presidenziali e parlamentari, agosto); Kenya (presidenziali, agosto); Marocco (politiche, settembre); Kenya (politiche, dicembre); Gabon (parlamentari, dicembre).


Il film
     Nel 2008 Jarreth Merz, regista e produttore svizzero, si è recato in Ghana per raccontare la campagna elettorale che precedeva le elezioni presidenziali. Con una telecamera ha seguito per tre mesi i principali candidati impegnati a rastrellare consensi tra comizi, dibattiti e feste elettorali, in un clima carnevalesco dove non mancavano intrighi e momenti di tensione: la posta in gioco era il destino di due partiti politici disposti a tutto, o quasi, per vincere. Ne è uscito un film-documentario delizioso - An African Election - che getta uno sguardo dietro le quinte della politica e fa rivivere in televisione la vibrante energia delle campagne elettorali in Africa. www.anafricanelection.com



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