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BENGUELA EXPRESS

Torna a viaggiare uno storico treno angolano

Riparte dopo decenni di oblio la più importante ferrovia dell'Angola. Collegherà i porti commerciali sull'Atlantico alle ricche piantagioni e miniere dell'entroterra

La locomotiva angolana corre a tempo di record. Dopo il ripristino della storica ferrovia Luanda-Malanje, devastata da 27 anni di guerra civile (1975-2022), e l'inaugurazione della linea di Mocamedes, che ha rotto l'isolamento della provincia di Namibe, è giunto il momento di riattivare la più importante strada ferrata del Paese: il mitico Caminho de Ferro de Benguela che, coi suoi 1344 chilometri di binari, attraversa da ovest a est l'intera nazione collegando lo strategico porto commerciale di Lobito sull'Atlantico alle fertili terre dell'interno, raggiungendo la remota regione del Moxico, e spingendosi fino alle ricche miniere di rame dello Zambia e della Repubblica Democratica del Congo.
Via strategica
     Lo scorso agosto i treni hanno raggiunto la città di Huambo, 800 chilometri nell'entroterra; entro il 2012 arriveranno fino alla frontiera orientale. L'opera - costata 1,8 miliardi di dollari - è il simbolo del riscatto dell'ex colonia portoghese, una delle nazioni più vivaci e promettenti del continente, la cui economia è cresciuta negli ultimi dieci anni dell'11%, complice il boom delle esportazioni petrolifere e dei diamanti. Malgrado la crisi internazionale, il governo di Luanda (che si attende per quest'anno una crescita del Prodotto interno lordo del 7,8%) ha investito una marea di soldi, 16 miliardi di dollari, per costruire grandi opere di interesse pubblico, con l'obiettivo di ancorare le province più povere e arretrate al boom economico che ha rianimato l'antica capitale.
L'aiuto cinese
     La ferrovia del Benguela - la cui ricostruzione era cominciata nel 2006 - è uno snodo cruciale per il rilancio dei commerci e dell'agricoltura del Paese, ma riveste anche un'importanza strategica internazionale (è l'ultimo tronco di un sistema ferroviario transcontinentale che si congiunge a Beira in Mozambico e a Dar es Salaam in Tanzania). Il tragitto ricalca le antiche piste tracciate dai trafficanti di schiavi e dai commercianti di avorio. La sua costruzione iniziò nel 1899 per volere del governo coloniale con lo scopo di collegare la costa atlantica con le miniere del Congo Belga. Entrata in attività nel 1928, per decenni trasportò materie preziose, bestiame, grano, cotone, caffè, zucchero. La circolazione dei convogli fu interrotta dalla guerra civile. I ribelli dell'Unita smantellarono decine di chilometri di binari, assaltarono i treni, fecero saltare in aria viadotti e gallerie. Dieci anni fa, finita la guerra, pareva impossibile resuscitare la ferrovia. E invece è successo. Il lavoro più impegnativo è stato lo sminamento dei terreni lungo il percorso. La rapida riattivazione dei collegamenti è stata possibile solo grazie al contribuito della Cina, primo partner commerciale di Luanda, che ha fornito fiumi di soldi e di operai per accelerare i lavori nei cantieri.



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