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LA MAPPA DEL TERRORE

Ecco dove si trovano i discepoli africani di Bin Laden


Attentati, assalti pirateschi, sequestri di occidentali: dal Sahel alla Somalia cresce la minaccia del terrorismo di matrice fondamentalista

Egitto
     Il gruppo radicale The Egyptian Islamic Jihad è guidato dal medico egiziano Aymane Al Zawahiri, il capo di al Qaeda succeduto ad Osama bin Laden. Responsabile di feroci attentanti sotto il regime di Hosni Mubarak, potrebbe approfittare della fragile situazione politica nel Paese.

Libia
     Nell'incerto periodo di transizione post-Gheddafi si stanno fortificando alcune organizzazioni radicali che invocano la Jihad. A preoccupare l'intelligence occidentale è soprattutto il Gruppo Islamico Combattente Libico, legato alla galassia del salafismo armato, avversato in passato dal Rais di Tripoli.

Mali, Niger, Mauritania e Algeria
     In questa vasta area desertica si celano le basi e i campi di addestramento del più potente e pericoloso gruppo terroristico, responsabile di feroci attentati: Al Qaeda nel Mahgreb islamico (AQMI). Il ramo nordafricano di Al Qaeda dispone di centinaia di seguaci che puntano a rovesciare i governi della regione per instaurare un califfato islamico. I sequestri di stranieri occidentali, insieme al contrabbando e al traffico di cocaina, sono la principale forma di finanziamento della cellula jihadista, che è nata in Algeria ma opera anche in Mauritania, Mali e Niger.

Marocco
     Il Gruppo Islamico Marocchino Combattente, legato ad Al Qaeda, è autore di sanguinosi attentati: a Casablanca (2003) a Madrid (2004) e, forse, a Marrakech (aprile 2011). Tra i suoi affiliati vi sono anche miliziani che hanno combattuto in Afghanistan.

Nigeria
     L'organizzazione estremista Boko Haram è responsabile di clamorosi attentati, come quello compiuto lo scorso 26 agosto alla sede Onu di Abuja (24 morti e 80 feriti). Il gruppo si batte per l'imposizione della Sharia, contro la comunità cristiana e il governo del presidente Goodluck Jonathan.

Somalia
     L'organizzazione terroristica Al-Shabaab è composta da almeno tremila jihadisti che ambiscono a instaurare uno stato islamico basato sulla Sharia (la legge islamica). Da cinque anni conduce attacchi contro il governo somalo e le truppe dell'Unione Africana che lo sostengono. Si finanzia con assalti di pirateria e rapimenti che sconfinano in Kenia, Tanzania e Yemen.

Sudan
     Nella provincia occidentale del Darfur scorazzano bande tribali di predoni e milizie filogovernative che terrorizzano la popolazione civile e minacciano gli stranieri occidentali.

Eritrea
     L'isolamento internazionale del regime di Asmara ha contribuito a ravvivare le attività del Movimento per la Jihad islamica, che fa base in Sudan e vorrebbe istituire uno Stato Islamico.

Tunisia
     La caduta dell'ex dittatore Ben Ali ha spianato la strada alla vittoria elettorale del partito islamico EnnahdHa (Rinascita). L’ala più oltranzista del movimento potrebbe raccogliere il favore di tanti giovani e cavalcare il crescente scontento.



Ostaggi
     Ci sono 16 italiani in Africa prigionieri di gruppi criminali. L'ultima connazionale finita nelle mani dei qaedisti è Rossella Urru, 30 anni, sarda, operatrice umanitaria rapita in Algeria lo scorso 23 ottobre in un campo profughi saharawi. Bruno Pellizzari è stato sequestrato dai pirati il 10 ottobre 2010 al largo della Tanzania, mentre navigava con la sua compagna, Deborah Calitz. Maria Sandra Mariani, 53 anni, turista, è stata catturata il 2 febbraio scorso a Djanet, in Algeria al confine col Niger, dai miliziani di Al Qaeda per un Maghreb Islamico. Franco Lamolinara, ingegnere, 47 anni, è stato sequestrato nel nord della Nigeria il 12 maggio da un gruppo di uomini armati, probabili estremisti islamici. Francesco Azzarà, volontario di Emergency, è stato fatto prigioniero in Darfur lo scorso agosto: è nelle mani di una banda tribale. Infine undici mariani delle navi mercantili Cargo Savina Cylyn e Rosalia D'Amato sono da un anno ostaggi dei pirati somali.




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