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TORNA IL SERENO AD ABIDJAN



La Costa d'Avorio sta faticosamente tentando di lasciarsi alle spalle gli anni bui della guerra civile. Solo il tempo ci dirà con quali successi.

E' passato solo un anno dalla fine del conflitto che ha lacerato la Costa D'Avorio Paese e provocato la morte di almeno 3mila persone.
     Lo scorso aprile l'intervento militare dell'Onu (e in particolare della Francia) ad Abidjan ha portato all'arresto dell'ex-presidente Laurent Gbagbo, accusato dalla Corte penale internazionale per gravi violazioni dei diritti umani.
Il potere è passato nelle mani di Alassane Ouattara, considerato dalla comunità internazionale il legittimo vincitore delle elezioni dello novembre 2010. Ma una commissione d’inchiesta indipendente sta indagando anche sulle presunte violenze contro i civili compiute dalle milizie di Ouattara.
     In Costa d'Avorio, insomma, restano aperte dolorose ferite: ci vorrà tempo per guarirle. I caschi blu inviati dall'Onu contribuiscono alla stabilizzazione politica e sociale del Paese, dopo un ventennio di disordini e insicurezza. Il 50 per cento degli ivoriani fuggiti in esilio per la guerra civile ha fatto ritorno in patria. Anche gli immigrati (provenienti da Burkina, Guinea, Ghana e Liberia) stanno tornando a cercare lavoro nelle fertili campagne della Costa d'Avorio.
     Sul fronte economico, il governo di Abidjan è impegnato a rilanciare la produzione del cacao, del caucciù e del cotone. Il tasso di ripresa delle esportazioni atteso per il 2012 è dell'8%. Con questi ritmi di crescita, l'ex colonia francese tornerebbe presto ad essere il motore economico dell'intera Africa occidentale. Purché tenga la pace.



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