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Ladri di virilità

In Africa serpeggia la paura per i furti di pene

Dalla Nigeria al Congo si moltiplicano le notizie di misteriose sparizioni o restringimenti di genitali maschili. Un fenomeno su cui indagano etnopsichiatri e antropologi

L'ultimo episodio è avvenuto poche settimane fa a Douala, capitale economica del Camerun. Lo scorso 10 febbraio, nel principale mercato della città, un vecchio venditore di verdure è andato all'improvviso in escandescenze, sbraitando contro un cliente dall'aria frastornata. «Restituiscimi il pisello, mascalzone!», ha urlato il mercante. In pochi secondi l'uomo additato come "mascalzone" si è ritrovato accerchiato da una folla minacciosa. Solo il tempestivo intervento della polizia ha evitato che il poveretto finisse linciato. «Il presunto stregone - riferisce la stampa locale - è stato scortato dagli agenti fino al commissariato per un breve interrogatorio». Nessuno tra i testimoni oculari dell'accaduto ha messo in dubbio che l'ortolano dicesse la verità. Nessuno ha esitato ad accusare un perfetto sconosciuto - un malcapitato passante «dal fisico corpulento e la faccia pallida» - di aver compiuto un sortilegio facendo sparire i genitali dell'anziano mercante.
Magia o psicosi?
     In Africa, si sa, è diffuso il timore per le pratiche di stregoneria. Ma fa sempre un certo effetto leggere notizie di presunti fattucchieri specializzati nel far sparire o nel restringere gli organi sessuali maschili. Ogni anno si registrano decine di fatti analoghi, che talvolta acquistano i contorni di una vera e propria epidemia di furore superstizioso.
Nel 2008 la metropoli di Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo, fu sconvolta da un'ondata di panico per i "ladri di pene". Nei mercati si vendevano i talismani per proteggere il proprio “fallo” e nelle chiese i predicatori cristiani mettevano in guardia i fedeli dai fattucchieri che “svuotavano le mutande”. Ben tredici sospetti stregoni furono arrestati con l'accusa di aver usato la magia per "sottrarre" o "far rimpicciolire" i falli di diversi cittadini. Nell'aprile del 2001 a Lagos, in Nigeria, furono massacrate e bruciate vive una dozzina di persone incriminate con identica accusa infamante. Nel novembre dello stesso anno i commissariati di polizia di Porto-Novo e Cotonou, nel confinante Benin, raccolsero decine di denunce di "vittime", che giuravano di aver perso il pene o di essere diventate improvvisamente impotenti. I presunti autori del maleficio erano persone apparentemente normali, spesso straniere, la cui unica colpa era stata di sedersi accanto, di sfiorare o di rivolgere un semplice sguardo ai loro accusatori.
Le indagini degli studiosi
     Da molti anni gli studiosi occidentali - per lo più etnopsichiatri e antropologi - indagano sul misterioso fenomeno delle "sparizioni" di membri virili in Africa. Già nel 1975 il dottor Sunday Ilechukwu riferiva sulla Transcultural Psychiatric Review di una ricerca condotta sulla scabrosa questione. «Tra il 1975 e il 1977 la Nigeria fu colpita da una vera pandemia di furti di pene che, dopo un periodo relativamente tranquillo, ricominciarono nel 1990», raccontava lo scienziato. «All'epoca era frequente incontrare per le strade di Lagos uomini che camminavano con le mani in tasca per tenersi i genitali, senza nemmeno cercare di farlo discretamente».
Più di recente, un'indagine della South African Society of Psychiatrist ha studiato una cinquantina casi di "restringimento, scomparsa o sottrazione di genitali" con almeno 35 presunti ladri di peni uccisi dalla folla inferocita. Gli studiosi fanno rientrare il fenomeno nelle cosiddette"culture-bound syndromes, ovvero quell’insieme di disturbi e psicosi legati ai mutamenti e alle tensioni di una cultura ancestrale. Di certo negli ultimi anni - malgrado la globalizzazione e la modernità abbiano sconvolto tradizioni secolari - i furti di pene nelle metropoli africane non sembrano essere diminuiti. In Nigeria le autorità stanno tentando di frenare la valanga di denunce per “scomparse di genitali”. D’ora in poi i cittadini saranno chiamati a rispondere del reato di “procurato e ingiustificato allarme”. Toccherà a un giudice esigere di mostrare le prove in tribunale?


Non solo in Africa
     Il terrore per i ladri di pene è più diffuso di quanto si creda, non solo nel continente africano. I primi casi di restringimento o sottrazione di genitali furono registrati nel 1874 in Indonesia, sull'isola di Sulawesi. Nel 1982 l'India fu colpita da una vera epidemia di furti di falli. Due anni dopo, circa 5mila abitanti della provincia cinese di Guangdong affermarono di essere rimasti vittime di un sortilegio che avrebbe compromesso la loro virilità. Dello strano fenomeno parlano i testi classici della medicina cinese.
E già dopo il Medioevo il Malleus Maleficarum, il più importante manuale di magia nera pubblicato in Europa nel Quattrocento, spiegava che le streghe potevano provocare la scomparsa del membro virile.




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