Marco Trovato
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CORSARI NERI

In Africa imperversano i pirati

I mari africani sono infestati dai corsari: armati di Kalasnikov e telefoni satellitari, non perdono occasione per assaltare le navi mercantili e i piccoli yacht.
Ecco quali sono le rotte più pericolose.


I corsari sono tornati a terrorizzare nei mari dell´Africa. Lo dice l´ultimo rapporto dell´International Maritime Bureau, l´istituto internazionale per la sicurezza della navigazione. Nel 2003 sono stati oltre cinquecento gli atti di pirateria denunciati in tutto il mondo (con un bilancio di 102 marinai uccisi e danni per centinaia di miliardi di dollari). Circa un terzo sono avvenuti in acque territoriali di paesi africani - Senegal, Ghana, Togo, Camerun, Nigeria, Mozambico, Tanzania, Eritrea e Somalia - nazioni povere che non hanno i mezzi per controllare il traffico marittimo e contrastare i moderni filibustieri. L´ultimo assalto si è verificato poche settimane fa, nel Golfo di Aden al largo delle coste somale. Un mercantile battente bandiera del Belize è stato abbordato da 25 pirati, armati di Kalasnikov e coltelli, sbarcati da una imbarcazione piccola ma potente. Le stive sono state saccheggiate e la nave è stata dirottata. Gli 11 membri dell'equipaggio sono stati sequestrati per cinque settimane e liberati solo dopo il pagamento del riscatto da parte dell´armatore. La notizia non ha avuto eco sulla stampa. Anche perché le scorribande dei pirati africani si ripetono con una frequenza impressionante: in media dieci ogni mese. Le loro prede preferite sono le navi da carico, comprese le petroliere, ma non trascurano gli yacht. Evitano invece di affrontare le navi da crociera e i traghetti, perché troppo affollati e spesso dotati di servizi di sicurezza efficienti. Le rotte più insidiose si trovano nel Mar Rosso e nel Golfo di Guinea. Talvolta gli arrembaggi vengono compiuti da bucanieri improvvisati (poveri marinai che rapinano per un po´ di soldi e qualche orologio), ma in genere sono organizzati da feroci bande criminali che dispongono di mezzi veloci e armi da fuoco, e non esitano ad uccidere. Si tratta di veri e propri gangster dei mari che agiscono da basi terrestri nascoste vicino alle rotte più battute e si muovono su segnalazioni di personale portuale corrotto. Nei recenti assalti avvenuti al largo del Corno d´Africa, i corsari hanno usato arsenali costosi e metodi militari (lanciarazzi e bombe a mano, telefonini satellitari e apparecchiature elettroniche sofisticate, nonché potenti computer per scoprire le rotte delle navi). Un salto di qualità nelle strategie piratesche che fa sospettare l´esistenza di un´inedita alleanza tra mafie locali e cellule terroristiche (come sembrano dimostrare le misteriose navi di Al Qaeda affannosamente ricercate dall´intelligence Usa). Un fenomeno nuovo, inquietante, che nulla ha che vedere con le avventure romantiche della filibusta nel Mar dei Caraibi e dei Tigrotti della Malesia raccontati da Salgari.



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