Marco Trovato
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QUESTIONI DI PELLE

In Africa sempre più donne decidono di schiarirsi la pelle per apparire più belle. Nei mercati si vendono pomate e prodotti "sbiancanti" per la carnagione. Fanno male alla salute, ma nessuno sembra preoccuparsene. Il bianco va di moda.



Bastano 2 mila Franchi CFA, poco meno di 3 euro, per aver successo con gli uomini. E´ quanto promettono i commercianti di Kaolack, Senegal. Al mercato, per una manciata di monete, vendono prodotti di bellezza dalle proprietà miracolose: pomate antirughe, lozioni per il corpo, profumi afrodisiaci, smalti brillanti, trucchi artigianali per il viso. Sui banconi espongono persino confezioni di creme solari scadute. "L´abbronzatura interessa solo ai pochi europei di passaggio", spiega un venditore. "Paradossalmente la gente qui ha il problema opposto...". Mi mostra una lunga fila di creme "eclaircissante", per le donne di colore che vogliono schiarirsi la pelle. "Più bianche, più belle" c´è scritto sulla scatola. Sono in tante a crederci.

"Le ragazze senegalesi sono convinte che la pelle chiara renda più belle", commenta il commerciante. "Un tempo, per assomigliare alle donne occidentali, si limitavano a lisciarsi i capelli, oppure indossavano parrucche con tagli europei. Ora la moda impone di schiarirsi la pelle". In commercio non mancano prodotti specifici per la depigmentazione della cute.

Il problema è che in Africa sempre più donne cercano di sbarazzarsi della melanina (la sostanza che colora la pelle) usando preparati non testati, venduti a buon mercato per la strada. Si tratta di prodotti cancerogeni o comunque altamente nocivi per la salute: creme, pomate e lozioni sono a base di idrochinone, acido glicolico e acido cogico, sostanze innocue in dosi omeopatiche ma estremamente tossiche se assunte in alte concentrazioni. Questi "sbiancanti" chimici agiscono sulla molecola della melanina, ma così facendo danneggiano irrimediabilmente lo strato esterno della pelle, l´epidermide.
Come conseguenza la cute inizia a irritarsi, a prudere, e a squamarsi. "L´intolleranza al prodotto si può manifestare immediatamente con la comparsa di macchie e vesciche", avverte il professor Kugabe, 50 anni, studioso nigeriano. "Ma anche dopo qualche mese, con l´insorgere di gravi forme allergiche". "Secondo approfonditi studi medici" - puntualizza il dottor Kugabe - "l´uso prolungato di queste sostanze può provocare diffuse infezioni delle pelle e, in casi non isolati, veri e propri tumori degenerativi".

I prodotti sotto accusa sono numerosi: i più diffusi si chiamano "Black Star", "Niuma", "Lemon Fading", "Mekako", "Dear Hart", "Jaribu", "Skin & Care". Alcuni provengono dal Sud Est asiatico, altri sono distribuiti da imprese europee. D´altronde, mentre la legislazione in Europa e Stati Uniti vieta la loro commercializzazione o impone un abbassamento delle concentrazioni degli ingredienti, in Africa solo pochi Governi hanno deciso di mettere al bando o regolamentare la vendita di queste creme sbiancanti (in ogni caso rimane florido il mercato nero). Ovviamente le confezioni vendute per la strada non contengono le comuni avvertenze sanitarie e non accennano minimamente ai pericoli connessi al loro uso.
Il problema prioritario, dunque, è l´informazione. Un gruppo di medici ugandesi ha promosso una campagna di sensibilizzazione per mettere in guardia dai pericoli dei cosmetici destinati a schiarire la pelle. Recenti ricerche mediche hanno accertato che forti quantità di idrochinone possono causare seri problemi al sistema nervoso e renale, e in certi casi portare anche alla morte. In Nigeria e Camerun sono stati segnalati casi di donne che hanno avuto problemi alla vista o che sono diventate cieche, in seguito all´assunzione di pomate per la pelle vendute ai mercati.

Ora i prodotti schiarenti per la cute sono approdati anche in Italia. Richiesti dalle donne immigrate, specie nigeriane, ghanesi e congolesi, sono venduti sottobanco in negozi gestiti da africani e asiatici. Costano dalle 5 mila alle 20 mila lire, cifre irrisorie per "integrarsi" al mondo dei bianchi.
MARCO TROVATO


BIANCHI DALLA NASCITA: GLI ALBINI
Paradossi africani: mentre un numero crescente di persone di colore - in maggioranza donne, ma non solo - farebbe carte false pur di cambiare la pelle, c´è chi in Africa viene discriminato dalla nascita proprio "per colpa" della pelle bianca: sono gli albini, persone affette da un´anomalia congenita caratterizzata dall´assenza della melanina, il pigmento che conferisce colore alla cute, ai peli, ai capelli e agli occhi. Gli albini africani sono generalmente emarginati e perseguitati, a volte persino uccisi. Sono guardati con sospetto, considerati spiriti portatori di sventure, relegati ai margini della vita sociale.
I bimbi affetti da albinismo vengono maltrattati persino in famiglia, perché i genitori si vergognano di loro. Alcuni scappano di casa e finiscono per vivere sulla strada. Assurde credenze e antichi pregiudizi contribuiscono a fomentare l´intolleranza: ancora oggi molte donne africane sputano quando vedono un albino... Per non avere un figlio come lui. Particolarmente pesanti sono le situazioni di discriminazione segnalate in Africa meridionale, specie in Sud Africa, Zimbabwe, Botswana, Zambia. Gli albini vengono trattati come cittadini di seconda classe e per loro trovare un lavoro soddisfacente è quasi impossibile. In Zimbabwe da qualche anno è attiva un´associazione che si propone di aiutare le persone affette da questa anomalia e sensibilizzare l´opinione pubblica sulla difficile situazione degli albini (secondo le stime, un bambino in età scolare ogni cinquemila è albino). L´associazione si chiama Zimbabwe Albino Association (ZAA) ed è diretta dal dottor John Makumbe, albino lui stesso. La ZAA fornisce agli albini un forum per far sentire la loro voce, offrendo nel contempo una tutela legale contro le persecuzioni e fondi di sostegno per l´assistenza sanitaria: gli individui colpiti dalla malattia soffrono infatti di disturbi della vista e presentano una predisposizione per i tumori della pelle.

L´INCHIESTA SULLA PELLE A RISCHIO
"Cambiare pelle". E´ il titolo di un´inchiesta che la rivista Volontari per lo Sviluppo ha dedicato nel settembre scorso ai prodotti sbiancanti per le pelle (ma anche alle creme abbronzanti). "I procedimenti utilizzati per schiarire la pelle sono diversi" - scrivono Jean David Mihamlè e Silvia Pochettino - "ma a causa dei costi elevati la maggioranza delle donne si arrabatta con il fai da te... Candeggina, mescolata a diluente cellulosico e sapone acido è una delle ricette personali più in voga. Altra soluzione molto usata è il quinacore, prodotto diffuso in Camerun, destinato alla cura dei reumatismi che ha, tra gli effetti collaterali, proprio quello di schiarire la pelle. Così le donne si fanno iniettare forti quantità di quinacore per ottenere una pelle più chiara". Commenta il professor Clement Mbom, dell´università di Yaoundé, intervistato da Volontari per lo Sviluppo: "L´infatuazione delle donne camerunesi per la depigmentazione della pelle si spiega con ragioni storiche, psicologiche e sociali. La schiavitù e la colonizzazione sono state vere imprese d´alienazione. Hanno inoculato negli africani complessi d´inferiorità in rapporto agli europei. Il bianco era presentato come modello al quale doveva riferirsi in ogni circostanza". Quarant´anni di indipendenza non sono bastati per cambiare mentalità. La rivista Volontari per lo Sviluppo è distribuita su abbonamento (contributo annuale: 35 mila lire). Per maggiori informazioni contattare la redazione allo 011/8993823. www.arpnet.it/volosvi


OCCHIO ALL´ETICHETTA
In commercio esistono creme e pomate sbiancanti che non arrecano danni alla salute. Possono essere acquistate in profumeria, erboristeria, farmacia. Fondamentale è leggere attentamente l´etichetta di composizione, la provenienza del prodotto e accertarsi che la percentuale di concentrazione degli ingredienti non superi i livelli stabiliti dalla legge. In particolare è opportuno sapere che:
L´ACIDO GLICOLICO è impiegato per le azioni depurative, tonificanti e antinvecchiamento che esplica sull´epidermide, ma riscontra ottime applicazioni anche come schiarente cutaneo. Di solito esso viene utilizzato in associazione ad altre sostanze. Le concentrazioni possono variare dal 4 al 15 %, in creme, gel e lozioni.
L´IDROCHINONE è una sostanza che interferisce con il processo di formazione della melanina. La massima concentrazione consentita nei prodotti commerciali è del 2 %. A concentrazioni più elevate può provocare irritazioni e persino sbiancamenti permanenti, da iperpigmentazione o ipoprigmentazione.
L´ACIDO COGICO inibisce la formazione della melanina. Di solito viene usato in associazione all´acido glicolico e Idrochinone.
(informazioni tratte dal sito www.dermall.it)



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