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BLACKOUT !

L´Africa è senza luce

Oltre quattrocento milioni di africani non hanno accesso alla corrente elettrica. La gran parte vive in villaggi dove non esistono interruttori e lampadine. Congo e Uganda sono tra i paesi più bui, Costa d´Avorio e Sudafrica quelli più "illuminati".

Gli africani consumano solo il 3% dell´elettricità mondiale. Una percentuale irrisoria che si spiega facilmente: nel continente africano ci sono poche grandi industrie da far funzionare. Inoltre i collegamenti della rete sono limitati alle principali città e difficilmente raggiungono le campagne. Infine il costo della corrente in Africa è tra i più alti al mondo (paradossale per un continente che dispone del 8% delle riserve mondiali di petrolio, gas naturale e carbone). Morale: milioni di africani usano ancora oggi legname e combustibili tradizionali per fare un po´ di luce. Persino nelle capitali più grandi e sviluppate i blackout sono la normalità. Soltanto a Maurizio, un tranquillo isolotto nell'Oceano Indiano, il 100% della popolazione dispone dell'elettricità. Segue il Sudafrica con il 67% e la Costa d'Avorio con il 50%. Tutti gli altri stati dell'Africa Sub-Sahariana si situano al di sotto di questa soglia. Il caso più critico è quello dell'Uganda dove solo il 5% della popolazione dispone di energia elettrica. Ma tante altre popolazioni vivono al buio. Nella Repubblica democratica del Congo solo il 7% della popolazione dispone di corrente elettrica, in Kenya il 9%, nel Madagascar il 9%, in Togo il 10%, in Tanzania il 12%, nel Burkina Faso il 13%, nel Camerun il 20%, nel Senegal il 30%, in Nigeria il 40%, nel Ghana il 45%. Sono stime certo, ma danno l´idea della gravità della situazione. Anche perché il numero degli africani senza luce pare destinato a crescere: negli ultimi 25 anni in Africa il consumo di elettricità è aumentato del 15%, a fronte del raddoppio della popolazione nello stesso periodo. Se permarrà questo squilibrio, il futuro del continente sarà sempre più nero.

IL SOLE ILLUMINA IL KENYA
Le luci di Nairobi e di Mombasa sono un miraggio, o meglio un abbaglio: ancora oggi milioni di persone in Kenya vivono al buio, senza alcun collegamento con la rete elettrica nazionale. Gran parte di questa gente si trova in campagna, dove giunge solo il 5 dell´elettricità erogata nel Paese, e dove tre kenioti su quattro non dispongono di interruttori e lampadine. Coi ritmi della Kenya Power and Lighting, la società elettrica statale, ci vorranno centinaia di anni per collegare gli oltre 15 milioni di case rurali. Alla popolazione non resta che portare pazienza oppure... affidarsi al sole: il mercato dell´energia fotovoltaica è in piena espansione e almeno 50 mila famiglie hanno già installato in casa un impianto a pannelli solari. La richiesta dei pannelli è esplosa a partire dal 1986, allorché il Governo decise di togliere la tassa del 45% sulle importazioni di materiale fotovoltaico. Nel giro di pochi anni il numero di installatori e di tecnici specializzati si è moltiplicato. Ma i prezzi sono ancora alti e la maggior parte della popolazione è obbligata a far luce con legna e vecchie lampade a petrolio.



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