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IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI

Orrore in Mozambico: bimbi uccisi dai predatori di organi

Decine di bambini rapiti e uccisi per alimentare un traffico clandestino di organi. Sembra il copione di un film dell'orrore ma è un storia reale che arriva dal Mozambico. Una macabra vicenda denunciata, con coraggio, da un gruppo di suore missionarie

Sembra che i vicoli di Nampula stiano inghiottendo orfani e piccoli mendicanti di strada. Sono decine, forse centinaia, i bambini scomparsi negli ultimi mesi tra la polvere di questa grande città del Mozambico. E' un giallo dai contorni torbidi e inquietanti: i fanciulli svaniscono all'improvviso, senza lasciare traccia. Oppure vengono ritrovati quando ormai è tardi: ai margini delle strade o sotterrati nei campi riaffiorano piccoli cadaveri abbandonati, corpi di bimbi squartati e sezionati orribilmente al solo scopo di prelevarne gli organi.
Pare un film dell´orrore, ma è l´angosciante trama di una storia reale che ha portato sotto i riflettori uno dei paesi più poveri del mondo. E più precisamente la città di Nampula, teatro di questa macabra vicenda, capoluogo dell'omonima provincia settentrionale del Mozambico, situata duemila chilometri a nord dalla capitale Maputo. Qui negli ultimi mesi si sono moltiplicate oscure sparizioni di giovani e raccapriccianti rinvenimenti di cadaveri senza reni, fegato, pancreas, cuore, occhi, organi sessuali. Sono oltre cento i casi denunciati alle autorità. Secondo alcuni missionari locali, i bambini di strada - indifesi, affamati e facilmente avvicinabili - sarebbero vittime di un traffico clandestino di organi verso il Sudafrica. "La scorsa primavera sedici medici chirurghi furono arrestati a Johannesburg perché non sapevano giustificare la presenza di numeri spropositati di organi nel loro ospedale", dice Frate Avallone, missionario rientrato recentemente dal Mozambico per fare da megafono alle denunce. "Ma è bastato pagare la cauzione perché tornassero in libertà, senza che si procedesse a indagini".
Un rebus inquietante
"Non c´è alcun dubbio: c´è un traffico di minori che punta ai loro piccoli organi per trapianti e per rituali tribali", afferma Alice Mabota, presidente della "Lega dei Diritti Umani" del Mozambico. "Non si ha ancora la certezza che ci sia un vero e proprio traffico di organi", commenta con più cautela il giornalista mozambicano Carlos Coelho. "Esistono tuttavia indizi significativi: molte famiglie hanno denunciato la scomparsa di bambini piccoli e alcuni medici dell'ospedale hanno testimoniato di aver visto cadaveri a cui mancavano degli organi. C'è anche chi parla di membri di qualche setta che si servono dei cadaveri per le loro cerimonie".
La polizia locale sta indagando, con pochi mezzi e poca convinzione. I risultati tardano ad arrivare: "Qualcosa di strano sta succedendo a Nampula, ma per il momento non abbiamo ancora elementi certi per dire cosa", ha spiegato all'agenzia MISNA il procuratore della Repubblica del Mozambico, Joaquim Madeira, titolare delle indagini sul presunto traffico di minori e di organi. "L'unico punto fermo è la misteriosa sparizione di numerose persone, soprattutto bambini. Stiamo cercando di capire che fine hanno fatto queste persone e perché sono scomparse". Tradotto: l'inchiesta è ancora in alto mare. Ma potrebbe esserci una svolta in tempi rapidi, grazie alle testimonianze di sei persone arrestate la scorsa primavera per l'uccisione e la mutilazione di una donna e della sua bambina. Secondo alcune indiscrezioni, pubblicate dal giornale "Noticias", alcuni degli arrestati avrebbero confessato il crimine spiegando di aver agito su commissione e di essere stati pagati per asportare alle vittime organi destinati a rituali magici. Mancano però conferme ufficiali.
La denuncia delle suore
Il caso Nampula è esploso a livello internazionale verso la fine dell'anno scorso, quando alcune missionarie presenti sul posto, le Monache Serve di Maria, hanno denunciato alla stampa la scomparsa di decine di bambini e il ritrovamento di cadaveri segnati da profonde e inspiegabili amputazioni. Racconta suor Juliana, 64 anni, spagnola e madre superiora del convento-orfanatrofio Mater Dei: "Hanno tentato in ogni modo di farci tacere. I poliziotti dicono che non abbiamo prove. Quali altre prove vogliono ? Cadaveri senza organi, decine di bambini e ragazzi scomparsi, una nostra consorella uccisa in un agguato, una lunga serie di intimidazioni e minacce. A mancare non sono le prove, ma la volontà di fermare quest'ignobile commercio". Le denunce delle religiose sono supportate dalle testimonianze di ragazzini fuggiti fortunosamente ai sequestratori. E da uno sconvolgente dossier fotografico che è stato consegnato alla polizia: decine di foto di cadaveri privi di organi, scattate da una laica brasiliana, Elida Dos Santos, collaboratrice per lungo tempo delle suore, minacciata di morte e per questo costretta a lasciare il Paese. Una donna coraggiosa che, prima di andarsene da Nampula, non ha avuto paura di dire a voce alta come la pensava: "Esiste una vera e propria rete malavitosa che coinvolge tutti, dai semplici contrabbandieri ai poliziotti, dal personale medico alle autorità portuali, e chissà quali altri Paesi africani, asiatici o europei. Ci sono nomi, fatti, testimonianze. Ma il Governo nega tutto".
Storie raccapriccianti
Le autorità di Maputo sono state costrette ad ammettere le "strane sparizioni di Nampula" perché la vicenda è stata amplificata dalla stampa internazionale. Ciononostante il Governo tende a minimizzare, parla di casi isolati, e non vuole la collaborazione di polizia e intellingence di altri paesi. "Anche a me hanno detto di non occuparmi della vicenda, ma non mi sono fatta intimidire", commenta Elida. "Un giorno ho visto tre ragazzi che stavano chiedendo la carità al mercato. Sono arrivati i poliziotti e tre sono fuggiti. Gli agenti ne hanno preso uno e l'hanno picchiato selvaggiamente con i manganelli e il calcio dei fucili. L'hanno portato via che non si muoveva più. Era morto. Mi sono personalmente recata all'ospedale della città e solo dopo incessanti richieste mi è stata data la possibilità di vederlo. Aveva quindici anni e il ventre inspiegabilmente aperto". Prosegue a raccontare madre Juliana: "Alcuni dei bambini che sono riusciti a scappare dopo il rapimento ci hanno raccontato di essere stati portati in celle buie dove stavano altri bambini, tra i 10-15 anni, tenuti come polli all´ingrasso. I sequestratori davano loro da mangiare quattro volte al giorno, cosa che per un bambino africano è molto rara. Quando uno dei loro compagni di sventura veniva fatto uscire con la scusa di essere portato ad una festa, non faceva più ritorno". Una moderna e tremenda rivisitazione della storia di Hansel e Gretel ? Parrebbe frutto della fantasia.
Fuggire o morire
Eppure tanti particolari agghiaccianti arrivano da Nampula. Uno degli ultimi bimbi che sono riusciti a scappare è il piccolo Marcelino, 13 anni. "Un giorno, mentre facevo il bagno nel fiume, mi si è avvicinato un uomo. Mi ha promesso del denaro, 30mila Metical (circa 3 euro NDR), se lo avessi aiutato a trovare un vicolo che cercava. Ma era un inganno: in quel posto c'erano due bianchi che mi hanno acchiappato, imbavagliato e legato i polsi, e mi hanno caricato a forza in una macchina. Mentre l'automobile si muoveva, sono riuscito a strapparmi l´adesivo dalla bocca e ho gridato a squarciagola. I sequestratori mi hanno portato in un magazzino buio dove c'erano altri bambini. Per fortuna qualcuno aveva sentito le grida e seguito l'automobile fino al magazzino: poiché non c'era nessuno a sorvegliarci, siamo stati liberati". Per una storia a lieto fine come questa, ce ne sono decine che si finiscono nel mistero. Come quella di Sarima, scomparsa all'età di 12 anni: "Dopo la scuola andavamo assieme a vendere frutta lungo la strada", racconta Amizinha, la giovanissima zia. "Un pomeriggio un uomo si è avvicinato al banchetto e ha chiesto a Sarima di portare in macchina le banane: le avrebbe comprato tutte. Ma quando lei è salita, l'auto è partita di corsa. Sarima non è più tornata".
Indizi e sospetti
Testimonianze simili si raccolgono numerose oggi a Nampula. E tutte ruotano attorno al medesimo interrogativo: cosa c'è dietro questi misteriosi rapimenti ? Chi è il regista oscuro della strage di decine di bambini mozambicani?
Le religiose hanno puntato il dito contro due persone, un uomo ed una donna "bianchi" (lui è un sudafricano, lei una danese) giunti di recente in città e il cui arrivo sarebbe coinciso con l'inizio delle sparizioni. Secondo le missionarie, sarebbero loro le menti del traffico di minori e di organi. Ma nessuna prova finora ha dato consistenza ai sospetti: ci sono solo misteri e fatti curiosi. I due vivono in una grande fattoria, a poca distanza dal monastero-orfanotrofio delle suore: affermano di avere un allevamento di polli, ma nessuno ha mai visto entrare né uscire volatili. In compenso le missionarie hanno sentito, di notte, un viavai di aerei ultra leggeri che atterravano e decollavano su una pista di atterraggio situata dentro la loro proprietà.
Dal dicembre scorso la coppia si trova agli arresti domiciliari. Ma finora la polizia non ha trovato alcun indizio che provi il loro presunto coinvolgimento nella sparizione dei bambini.
"E' naturale che i poliziotti mozambicani non trovino nulla", commenta frate Claudio Avallone, confratello delle suore missionarie (vedi box a pagina...). "I due sospettati sono molto ricchi e influenti. La polizia è immischiata in questa sporca vicenda". Lo stesso procuratore capo del Mozambico, Joaquim Madeira, ha dichiarato all'agenzia di stampa mozambicana Aim che i sospettati godrebbero "di un alto tasso di protezione da parte delle autorità provinciali". Parole riprese da Alice Mobota, attivista mozambicana per i diritti umani. "La lentezza e la superficialità con cui il Governo e la polizia del distretto di Nampula stanno portando avanti le indagini è una prova chiara della potenza dell´organizzazione che gestisce il traffico e degli interessi che coinvolgono uomini di potere".
Vivere nella paura
Del resto, l'ipotesi del traffico internazionale di organi non è l'unica pista seguita dagli inquirenti. Le sparizioni dei minori potrebbero essere legate alla diffusione dei riti tradizionali di anziani guaritori e 'feticeiros' locali che, nelle loro 'pozioni', utilizzerebbero anche parti del corpo umano. "Si tratta comunque di riti diffusi da sempre in Mozambico, così come in molte altre zone del continente, un fatto che non aiuta a spiegare il numero insolitamente alto di cadaveri mutilati", fa notare l'agenzia di stampa Misna. E le autorità mozambicane ripetono: "Allo stato attuale delle indagini non abbiamo prove sufficienti per confermare nessuna ipotesi". In attesa che sulla vicenda venga fatta piena luce, la gente di Nampula continua a vivere nel terrore. I genitori hanno paura a lasciare incustoditi i figli e quando cala il buio in pochi si arrischiano ad uscire per le strade. Il clima è tutt'altro che rilassato anche tra i quaranta orfanelli che vivono assieme alle suore missionarie. Il cammino che conduce al monastero si è fatto pericoloso: una stradina di campagna costeggiata da canne di bambù e platani è diventata la via dell´orrore. E´ sul ciglio di questa via che fu trovato uno dei corpi privato degli organi. Ora tutti i giorni le monache accompagnano e riprendono da scuola i "loro" bambini, inquieti e spaventati. "Speriamo che questa orribile storia finisca presto", dicono. Per il momento la strage silenziosa di Nampula resta avvolta nel mistero.




La denuncia
"Sono tutti colpevoli"
Claudio Avallone, missionario italiano della congregazione dei Servi di Maria, confratello delle suore che aiutano gli orfani di Nampula, segue da vicino la vicenda del presunto traffico di organi dal Mozambico.
Le indagini della polizia non hanno ancora portato risultati concreti. Cosa si nasconde, a suo parere, dietro questa terribile vicenda ?
"C'è un po' di tutto: c'è il commercio internazionale di organi, ci sono i sacrifici umani per rituali tribali. Ma anche la tratta dei minori per fini sessuali e di sfruttamento, senza dimenticare i rapimenti commissionati da guerriglie africane in cerca di baby-soldati. Oggi il Mozambico è un vero e proprio far-west dove chiunque può rubare la vita ad un bambino, specie se povero e orfano, senza rendere conto alla legge
Il traffico internazionale di organi implica la presenza di una macchina criminale ramificata e ben organizzata. Richiede la disponibilità di molti soldi, di una logistica adeguata, di una tecnologia sofisticata: per l'espianto degli organi, la loro conservazione, il trasporto... Non è credibile che tutto ciò sia presente in una povera regione del Mozambico.
Il traffico coinvolge sicuramente Paesi, africani e non, più organizzati e ricchi. Ma in Mozambico un organo può valere oro, soprattutto se strappato a qualcuno che non lascia traccia e che nessuno verrà mai a cercare.
Le suore missionarie di Nampula hanno accusato per le sparizioni dei bambini una coppia di bianchi. Ma la polizia non ha trovato alcun indizio che provi un loro coinvolgimento nei rapimenti...
I sospettati hanno molti soldi e amicizie influenti: pensi che hanno regalato auto nuove alla polizia locale e persino al Governatore. Certo non ci sono prove schiaccianti, ma solo supposizioni. Ma il procedimento a loro carico non è ancora chiuso.
Perché le suore hanno scelto di non mostrare alla stampa le fotografie dei cadaveri privi di organi ? Avrebbe dato più forza alle loro denunce.
Alcune immagini sono state pubblicate dalla stampa mozambicana, la maggior parte delle foto sono state consegnate al procuratore della Repubblica del Mozambico, Joaquim Madeira, titolare delle indagini. Non resta che sperare che le autorità locali usino quel materiale per arrivare alla verità. (Marco Trovato)

L'appello
Fermiamo la strage
Il grido di dolore delle suore di Nampula è diventato una campagna internazionale contro il traffico di bambini e di organi umani. L'obiettivo: informare l'opinione pubblica e smuovere le coscienze dei politici affinché intervengano per fermare l'orrore. La Commissione europea ha già stanziato 10 milioni di euro perché il Mozambico si attrezzi a fermare il traffico di minori. Lo stesso presidente mozambicano Joaquim Chissano ha ammesso pubblicamente l'esistenza del problema: "Non possiamo permettere che il Mozambico diventi terreno fertile per questo commercio". Anche il Papa, in una recente omelia, ha dedicato un accorato passaggio a un appello contro il traffico di esseri umani e in particolare di organi. Tutti possono farsi portavoce di questo appello: messaggi scritti (in inglese) possono essere inviati per fax al Governo del Mozambico chiedendo una investigazione immediata per la sicurezza della popolazione e delle monache ai seguenti numeri: Primo Ministro: fax: 00258-1-426881. Ministro della Giustizia: fax: 00258-1-494264. Per aderire alla campagna di sensibilizzazione e denuncia, contattare padre Benito Fusco (tel. 339/6587503, e-mail missioni@libero.it) o l'associazione Aurora (tel. 335/6066068).



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