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SUL RUWENZORI, 100 ANNI DOPO

Il centenario della conquista del grande massiccio montuoso

Nel giugno del 1906 una spedizione italiana, guidata dal duca-esploratore Luigi Amedeo di Savoia, raggiungeva per la prima volta le vette del Ruwenzori, le misteriose Montagne della Luna, nel cuore dell’Africa Centrale. Oggi una mostra celebra il centenario di quella straordinaria impresa

Il vento soffiava forte da est. Tutto attorno era il bagliore bianco della nebbia, impenetrabile allo sguardo. Ognuno aveva fisso nell’animo il pensiero della punta più alta, distante poche centinaia di metri, ma invisibile. E aspettarono, tendendo gli occhi ostinatamente a nord. In un’ora e mezzo poterono solo distinguere, per pochi istanti, tra le nebbie assottigliate, gli incerti contorni della vetta maggiore”.
     Così lo scienziato-scrittore Filippo De Filippi descriveva, all’inizio del secolo scorso, gli atti finali di una delle più audaci imprese compiute dagli esploratori italiani in Africa: la conquista dei monti Ruwenzori.
Il racconto di quella vittoriosa ascensione fu costruito assemblando le note di viaggio dei componenti della spedizione guidata da Luigi Amedeo di Savoia, il Duca degli Abruzzi, cugino di Vittorio Emanuele II, il più aristocratico degli alpinisti europei. Dopo aver scalato cime himalayane e perlustrato il Polo Nord, nel primavera del 1906 il duca-esploratore decise di avventurarsi (assieme a tre guide-alpine di Courmayeur e al fotografo Vittorio Sella) su una delle vette più insidiose e affascinanti dell’Africa.
     Un massiccio montuoso avvolto dalle nebbie e dal mistero. Già nel II secolo d.c. il geografo Tolomeo, aveva descritto nella sua Geografia nell’Africa equatoriale “le Montagne della Luna, le cui nevi alimentano i laghi sorgentiferi del Nilo”. Molto tempo dopo, nel 1888, il giornalista-esploratore inglese Henry Stanley, percorrendo la pianura costiera sud occidentale del Lago Alberto, aveva intravisto “una nube di forma particolare, di un magnifico colore argento, che assumeva le proporzioni e l’apparenza di una grande montagna ricoperta di neve”.
     Stanley aveva intuito di trovarsi di fronte ai leggendari Lunae Montes di Tolomeo, ma non era riuscito a raggiungerli, a causa del clima avverso e della inadeguata attrezzatura. E non ebbero maggiore fortuna gli esploratori inglesi che negli anni successivi tentarono di risolvere quel possente enigma geografico. Sarà Luigi Amedeo di Savoia, nel giugno del 1906, il primo a compiere con successo una ricognizione completa dell’intero sistema montuoso e a redigerne una cartografia dettagliata. Al seguito di una carovana di 300 portatori locali, la sua spedizione si avventurò in una selva tropicale mai vista: una intricata foresta montana coperta da muschi, licheni e piante fiabesche che raggiungevano dimensione gigantesche.
     Il gruppo s’incamminò lungo il versante orientale della montagna, quello ugandese, e percorse per una ventina di giorni terreni ripidi e scivolosi, inzuppati d’acqua (il nome Ruwenzori significa ‘colui che fa le piogge’ perché la montagna è perennemente coperta da nubi). Superato anche l’ultimo tratto impegnativo – tra rocce, ghiacciai e crepacci – Amedeo di Savoia arrivò finalmente sulla vetta più alta della montagna, a 5119 metri di quota, che battezzò col nome di cima Margherita in onore della regina italiana: era il 18 giugno 1906.
Oggi, a cento anni esatti dalla scalata del Ruwenzori, una mostra fotografica celebra a Torino quell’impresa straordinaria. Dal 12 maggio al 10 settembre presso il Museo Nazionale della Montagna di Torino (Via Giardino 39, tel. 0116604104). Informazioni su www.museomontagna.org.

Il Trekking
Le montagne del Ruwenzori rappresentano uno dei percorsi trekking più impegnativi e, allo stesso tempo, più affascinanti dell'Africa. L’ascensione alla vetta, che l’escursionista allenato ed esperto può compiere in 7-8 giorni, richiede l’impiego di guide e di portatori locali. In occasione del centenario della prima ascensione sul Ruwenzori, il tour operatore italiano Africaexplorer (www.africaexplorer.com) propone un viaggio speciale sulle orme del Duca degli Abruzzi fino alla vetta più alta della montagna. Undici giorni di trekking impegnativo, lungo il versante ugandese del massiccio. Le prossime partenze previste (minimo 4 partecipanti) sono: il 12 giugno, il 26 luglio, il 2 e 9 agosto, il 6 settembre, e il 25 ottobre. Quote a partire da 2.370 euro comprendenti volo aereo, trasporti interni, spedizione con portatori, cuoco e guida locale, pernottamenti nei rifugi, prime colazioni e cene calde, seconde colazioni con pic-nic. Informazioni allo 02/43319474. A giugno è in programma anche una spedizione ufficiale dell’ambasciata italiana in Uganda in collaborazione con il Club Alpino ugandese per ricordare la conquista del Ruwenzori: vedere al sito www.acaciasafari.co.ug

Letture
Il resoconto della spedizione italiana sul Ruwenzori è stato curato dallo zoologo Filippo de Filippi e pubblicato nel 1908 con il titolo “Il Ruwenzori” (Hoepli edizioni): impreziosito da dettagliate mappe topografiche, il volume rappresenta ancora oggi il più completo rapporto alpinistico sul massiccio montuoso africano. Altra lettura consigliata è “Carnets de route au coeur de l’afrique” (stampato nel 2001 da Edizioni Noir sur Blanc, Montricher, Svizzera): il diario di viaggio del giovane antropologo polacco Jan Czekanowski che partecipò nel 1907 alla prima spedizione composta da personale scientifico nell’Africa dei Grandi Laghi. Per chi ha intenzione di organizzare un viaggio sul Ruwenzori segnaliamo la guida “Uganda, un paradiso all’Equatore” di Massimiliano Dorigo (Polaris editrice 2003, 212 pag. 27 euro). Infine ricordiamo il sito internet ufficiale del centenario della conquista della montagna - www.rwenzoriabruzzi.com – al cui interno si trovano informazioni sulle manifestazioni che celebrano la ricorrenza, ma anche curiosità storiche e notizie pratiche per il viaggio.

Il film
A metà Ottocento l’area centrale del continente africano è ancora inesplorata e l’origine del Nilo rappresenta uno dei grandi enigmi geografici insoluti. Nel 1857 la Royal Geographical Society aveva incaricato John Speke e Richard Burton di intraprendere una spedizione alla ricerca delle sorgenti del Nilo. Speke, da solo, riuscì a spingersi fino al lago Nyanza, ribattezzato Vittoria in onore della regina inglese, e dichiarò di aver individuato il posto dove nasceva il fiume Nillo (le cui acque sono alimentate proprio delle nevi perenni del Ruwenzori). Quell’impresa è stata raccontata dal film “Le Montagne della Luna”.

I figli della Montagna
Il massiccio del Ruwenzori è abitato da diversi gruppi etnici di lingua bantu, che mostrano una grande varietà di forme di adattamento all’ambiente di montagna: i Bakonzo e i Banande hanno sviluppato un’agricoltura d’alta quota, i pigmei Bambuti restano legati a un’economia di caccia e raccolta, i Batoro hanno dato vita a un regno fondato sull’allevamento del bestiame. Nelle zone più impervie del massiccio, alcuni medium vengono posseduti dallo spirito stesso della montagna, Kitasamba, che parla attraverso di loro conferendogli un potere divinatorio e taumaturgico.

Il "Re delle Pioggie"
Con ben ventiquattro vette sopra i 4500 metri di altitudine, il Ruwenzori è il più complesso tra i massicci montuosi africani. La sua cima Margherita, 5.119 metri di altitudine, è la terza vetta più alta d’Africa (dopo il Kilimanjaro e il Monte Kenya). Solo per pochi giorni all’anno il Ruwenzori non è avvolto dalle nuvole. Per settimane la pioggia scroscia ininterrottamente, forma cascate, alimenta torrenti che trasformano il terreno in un pantano. L’ascensione è possibile da dicembre a febbraio e da giugno ad agosto.
La spedizione di Amedeo di Savoia descrisse una trentina di ghiacciai sul Ruwenzori e si concluse il 18 luglio 1906. Il gruppo di esploratori ingaggiò una carovana di 300 portatori Baganda, che furono sostituiti in gran parte, all’inizio della scalata vera e propria, dai locali portatori Bakonjo, il “popolo della montagna”. Il Duca degli Abruzzi conquistò, prima di ogni altro occidentale, ben 15 cime sopra i 4.500 metri. Morirà in un villaggio della Somalia nel 1933.








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