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PAROLE E SCULTURE

Due segnalazioni per gli appassionati di arte

Un libro e una mostra rilanciano l’attenzione sull’arte africana contemporanea e del passato

Quando si parla di “arte africana contemporanea” si intendono oggi cose assai diverse, dalla somma degli stili e delle produzioni nazionali del continente nero alle opere degli artisti africani, o di origini africane, sparsi per il mondo. L’antropologo francese Jean-Loup Amselle cerca di fare chiarezza sull’argomento con il suo nuovo libro L’arte africana contemporanea, fresco di stampa in Italia (Bollati Boringhieri, pp. 208, € 19,00), nel quale si occupa dei rapporti tra l’Occidente e la cosiddetta arte africana.
«Di quale Africa parliamo?», si chiede Amselle. Arte “primitiva”? Arte “tribale”? Arte “contemporanea”? Lo studioso non è interessato ad avviare una riflessione sulle qualità estetiche di questa arte. Preferisce indagare, attraverso di essa, sul posto occupato dall’Africa nel nostro immaginario: una prospettiva di osservazione originale e stimolante. Di certo l’arte africana sta vivendo una stagione positiva, almeno sotto il profilo della sua visibilità nel nord del mondo. Gli artisti africani sono accolti con sempre maggior frequenza nei grandi musei d’arte: dal Metropolitan Museum di New York al Louvre di Parigi. Nella capitale francese è stata aperta lo scorso anno una nuova grande sede, il Musée du Quai Branly, che accoglie prestigiose opere africane. E ora nel Comune svizzero di Mendrisio, a pochi chilometri dal confine italiano, è possibile ammirare una mostra di grande interesse: “La grande tradizione dell’arte africana”, che resterà aperta fino al 22 luglio.
La mostra, curata da Ezio Bassani, tra i maggiori esperti di arte africana, ospita una selezione di capolavori raccolti da Udo Horstmann, la cui collezione è considerata tra le grandi a livello mondiale. Le opere, create da artisti di molti gruppi etnici africani – dai Dogon del Mali agli Zulu del Sudafrica – forniscono un’immagine suggestiva della creazione artistica africana del passato. Sono state selezionate un’ottantina di sculture ad uso magico-religioso, tra le quali spiccano la monumentale e rara figura di antenato bongo del Sudan meridionale e l’impressionante statua magica songye del Congo, che saranno esposte per la prima volta. Un’occasione che gli appassionati non possono perdere. Informazioni su www.mendrisio.ch/Museo.



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