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UGANDA ALLA NAPOLETANA

Invito al viaggio con due guide speciali

Due fotografi partenopei trapiantati da anni in Uganda invitano a scoprire le bellezze nascoste di questo sorprendente Paese. Da visitare con occhi diversi e lontano dai circuiti classici del turismo

«Il Regno dell'Uganda è come una fiaba. Un mondo meraviglioso e sconosciuto. Il paesaggio è diverso, la vegetazione è diversa, il clima è diverso, e, più di ogni altra cosa, la gente è diversa da qualsiasi altra che si possa incontrare in tutta l'Africa». Così Winston Churchill, statista e scrittore del Novecento, descriveva il più piccolo e rigoglioso protettorato britannico nel continente africano. Ancora oggi l’Uganda trasuda un fascino irresistibile che seduce anche i visitatori più esigenti. Merito soprattutto della sua popolazione, fiera e sorridente, un crogiolo di quaranta etnie che fanno dell’ospitalità una questione di orgoglio.

«L'Uganda offre una biodiversità unica al mondo e innumerevoli opportunità di viaggio: 10 parchi nazionali, i gorilla di montagna, più di 1000 specie di uccelli»

E merito, ovviamente, dei paesaggi superbi che si alternano senza soluzione di continuità in questo territorio esuberante adagiato sull’Equatore e incastonato nel cuore del continente. Un paradiso naturale in miniatura. Dove in una manciata di giorni è possibile vedere gli ultimi gorilla di montagna, ammirare le sorgenti del Nilo, camminare lungo i sentieri mozzafiato del Ruwenzori, navigare sulle acque placide del lago Vittoria. E spingersi ad esplorare praterie disabitate e fitte foreste pluviali in cerca di spazi incontaminati e di animali selvaggi.
Per lungo tempo l’Uganda è rimasta fuori dalla pagine patinate dei cataloghi turistici. Il tour operator African Explorer è stato tra i primi a credere nelle potenzialità turistiche di questo Paese – tanto trascurato quanto ricco di piacevoli sorprese - proponendo fin dal lontano 1980 un ampio ventaglio di viaggi intriganti (vedere al sito www.africanexplorer.com).

«La “Perla dell’Africa” è un vero gioiello naturalistico disteso a ridosso del grande lago Vittoria a sud, dei laghi Alberto ed Edoardo ad ovest»

Oggi - complice anche la crisi keniana e l’affollamento delle riserve tanzaniane - molti operatori turistici stanno puntando su questa terra accogliente in ogni stagione (sconsigliata solo nel periodo delle grandi piogge che va da metà a aprile a fine giugno). Una nazione che vanta anni di stabilità politica e di crescita economica. Con un basso livello di criminalità. Una buona rete stradale. E un fiorente network di comunità locali che propongono nuove forme di turismo culturale e sostenibile, offrendo la loro generosa ospitalità nei villaggi tradizionali: una buona soluzione di compromesso tra i benefici del turismo e le sue attitudini troppo spesso distruttive (sia sul piano ecologico che su quello sociale e culturale).

L'Uganda, situata a cavallo dell'Equatore, è il luogo dove l'immensa savana dell'Est Africa incontra le foreste tropicali dell'Ovest

Tra guest-house, bungalow, tende, pensioni famigliari e bed and breakfast c’è davvero l’imbarazzo della scelta: basta curiosare sul sito della Uganda Community Tourism Association, www.ucota.or.ug, per trovare la soluzione adatta alle proprie esigenze.
Rimane solo da trovare un mezzo affidabile per muoversi e, volendo, una buona guida che aiuti a svelare i tesori nascosti dell’Uganda. L’indirizzo giusto a cui bussare è l’ufficio di ‘O sole mio (www.ugandasafari.it), un tour operator ugandese gestito da due italiani residenti nel Paese. Due personaggi che meritano senz’altro di essere conosciuti: Gigi Guarracino e Giulio Molfese un tempo facevano i fotoreporter a Napoli e ancora oggi non hanno perso la passione per il mestiere.

Gigi e Giulio vivono in Uganda. Con il loro tour operator ‘O sole mio organizzano viaggi su misura. Per maggiori informazioni scrivere via mail: info@ugandasafari.it

«In Italia non avevamo mai un attimo di tregua e di tranquillità: impazzivamo, come tutti del resto, con il lavoro da cercare, le scadenze da rispettare, le tasse da pagare, i compensi da sollecitare. Alla fine siamo scappati», raccontano senza vergogna.
In Africa i due fuggitivi hanno visitato numerosi Paesi. «In quindici anni di vagabondaggio abbiamo incontrato personaggi di ogni tipo: finti missionari, veri banditi, contrabbandieri, mercenari», spulciano tra i ricordi delle loro avventure africane, incredibili e spassose. «Un giorno scriveremo un libro». Già. E un capitolo speciale sarà riservato all’Uganda, dove hanno deciso di mettere radici.

I due amici, da buoni napoletani, guardano all’Africa con affetto, disincanto e malcelata complicità

«È il posto più tranquillo e accogliente a sud del Sahara», assicurano. «Qui ci sentiamo come a casa, senza però i problemi di casa». Kampala è caotica e vibrante, «una città che sta insieme con lo scotch, ma ribolle di energia e di colori». Come Napoli, appunto. Non c’è il mare, ovvio, «ma abbiamo il più grande lago africano e al posto del Vesuvio ci sono i coni fumanti del Virunga», il massiccio vulcanico più esplosivo dell’Africa. Non solo. «Anche qui il caffè è molto buono». E gli ugandesi, fatalisti e caciaroni, a ben guardare, hanno un temperamento partenopeo.
     In Uganda Gigi e Giulio girano senza sosta con il loro pulmino scorazzando piccole comitive di viaggiatori occidentali. «La nostra idea di turismo è molto lontana da quella del turismo di massa», spiegano. «Intendiamo il viaggio come conoscenza della cultura del posto, da realizzare attraverso il contatto con le persone e le loro tradizioni». L’amore viscerale che provano per l’Uganda – «e per le ugandesi», aggiungono con sincerità – li spinge a scoprire posti sempre nuovi, che non si trovano neppure nelle guide della Lonely Planet.

«L’Africa è vita e noi cerchiamo di viverla fino in fondo», spiegano i due amici, che riescono a mimetizzarsi tra la gente del posto, nonostante il colore della pelle

«Certo portiamo i nostri clienti a visitare le splendide cascate di Murchison, la riserva forestale di Bwindi, il favoloso Parco Queen Elizabeth – precisano –. Ma tra un safari fotografico e l’altro lungo i classici itinerari turistici, siamo felici di effettuare qualche deviazione fuoriprogramma per mostrare da vicino l’Africa più autentica… Quella dei villaggi isolati, dei quartieri tipici, della vita quotidiana della gente». Anche per questo invitano i turisti a concedersi qualche giorno in più per il soggiorno. «Il viaggio “mordi e fuggi” non serve a nessuno – avvertono -. Bisogna prendersi del tempo per stare con gli africani, ascoltarli, scoprire il loro mondo».

I due fotografi napoletani stanno costruendo un eco-lodge accogliente e tranquillo sulle Ssese Islands, le incantevoli isole del lago Vittoria

Con curiosità, calma e soprattutto rispetto. «Troppi bianchi vengono qui con la supponenza di chi sa già tutto dell’Africa. I peggiori sono certi professionisti della solidarietà internazionale. Vogliono aiutare la gente, migliorare le cose, risolvere i problemi, ovviamente alla maniera occidentale… Ma la loro presunzione produce solo fallimenti e delusioni. Dovremmo aiutare di meno e imparare ad ascoltare di più gli africani», ammoniscono Gigi e Giulio. Parole sagge. Se un giorno vi troverete dalle loro parti, cercateli nei locali più nascosti di Kampala. Davanti ad una birra fresca vi racconteranno l’Africa come nessuno hai mai fatto.


Informazioni per il viaggio

DOCUMENTI
     Per entrare in Uganda è necessario un passaporto in corso di validità superiore a 6 mesi. Il visto viene rilasciato all’aeroporto di Entebbe: costa 50 dollari.
SALUTE
     È obbligatoria la vaccinazione contro la febbre gialla (validità 10 anni); consigliata la profilassi antimalarica.
LINGUA
     La lingua ufficiale è l'inglese, diffuse il luganda e il kiswahili.
FUSO ORARIO
     Due ore in più rispetto all'ora solare in Italia, 1 ora in più dell'ora legale.
VALUTA
     Lo scellino ugandese; 1 euro = UGS 2500.
CLIMA
     La temperatura media è di 24 gradi. Il periodo più caldo è tra dicembre e febbraio. Piogge frequenti da metà aprile a metà giugno e ad ottobre/novembre.
LEGGERE
     Ottima la guida Uganda di Philip Briggs (Bradt Travel Guide, Paperback), in vendita su Amazon.com. In alternativa c’è East Africa della Lonely Plan e, in italiano, Uganda. Un paradiso all’Equatore di Massimiliano Dorigo (Polaris 2008).


In Uganda si possono vedere gli ultimi gorilla di montagna. Specie nella Bwindi Impenetrable Forest all’estremo confine sud con il Ruanda, a ridosso del Parco dei Vulcani

L'Uganda, situata a cavallo dell'Equatore, è il luogo dove l'immensa savana dell'Est Africa incontra le foreste tropicali dell'Ovest

Solo in Uganda si possono osservare i leoni arrampicarsi sugli alberi durante la mattinata e poi di pomeriggio andare ad osservare scimpanzè e gorilla

L’Uganda è un paradiso per gli amanti del birdwatching. Qui vivono Buceri, Barbuti, Tordi, Pigliamosche e Tessitori, Martin pescatori, Cormorani, Aquile pescatrici, Avvoltoi delle palme…

I 10 parchi nazionali ugandesi ospitano antilopi, bufali, leoni, elefanti e giraffe

Dai grandi laghi della Rift Valley si raggiungono le "Montagne della Luna" con i loro picchi perennemente innevati, che costituiscono la catena montuosa più alta dell'Africa



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