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TUNISIA, REGNO SEGRETO DELLA LINGERIA

Viaggio nell段ndustria africana dell段ntimo femminile

Centinaia di fabbriche tunisine producono ogni giorno tonnellate di biancheria erotica. Un colossale commercio di slip, collant e reggiseni. Destinati all脱uropa e al floridissimo mercato arabo

Il business della seduzione non conosce crisi. Lo testimonia il boom di presenze registrate al Salone Mediterraneo della Lingeria, neonata fiera internazionale che ha radunato a Tunisi il gotha mondiale dell段ndustria dell段ntimo. L誕ffollata kermesse ha promosso reggiseni, collant, giarrettiere, slip all置ltimo grido: il meglio della biancheria femminile, messo in mostra senza imbarazzo per la prima volta in una nazione musulmana, alla faccia degli anatemi lanciati da qualche imam ultraconservatore. E il successo dell段niziativa ha convinto gli organizzatori a rilanciare: la seconda edizione di Lingerie Med si terr dal 9 all11 marzo 2011 (www.lingerie-med.com).
Oggi la Tunisia detiene il quarto posto (appena dietro l棚ndia) nella classifica dei Paesi produttori di abbigliamento intimo. Tutti i grandi marchi europei del settore sono sbarcati dall誕ltra parte del Mediterraneo, per sfruttare il basso costo della manodopera locale (stipendio medio mensile di 250 euro) e le agevolazioni degli accordi bilaterali con l旦nione Europea (esenzione doganale per le spedizioni). Dal 1990, nelle province di Monastir e Sfax sono sorte 122 industrie tessili, 1680 aziende di confezioni, 331 imprese dell段ndotto: un colossale polo manifatturiero che oggi d lavoro a duecentomila persone.
Passione araba
     Solo nei sei stabilimenti della Confection Id饌le du Sud, societ fondata nel 1988, si fabbricano ogni giorno 35mila capi di biancheria griffati Playtex, Cacharel, Lovable, Fila Tutti destinati all弾sportazione. L80 per cento della merce arriva in Italia, il resto finisce in Francia, Inghilterra, Germania. E nel mondo arabo. Qui - assicurano gli esperti - vanno per la maggiore gli indumenti pi sensuali e sofisticati: perizomi minimali, push-up con inserti di pizzo, corsetti tempestati di lustrini, calze autoreggenti di raso, gu麪i鑽e ad alto tasso di erotismo.
Dal Marocco agli Emirati, passando da Tripoli e Il Cairo, pare che le donne musulmane facciano a gara a riempire i propri guardaroba di biancheria sexy. Non a caso il Medio Oriente detiene il primato mondiale di spesa media pro capite per l誕bbigliamento intimo (da leggere sull誕rgomento il libro The Secret Life of Syrian Lingerie di Malu Halasa e Rana Salam). Una passione femminile che cresce senza sosta, malgrado l弛struzionismo delle autorit saudite (che proibiscono alle donne di lavorare nei negozi di intimo) e la feroce campagna 杜oralizzatrice del gruppo estremistico Hamas, che ha vietato nella Striscia di Gaza ogni genere di pubblicit di biancheria intima (banditi pure i manichini delle vetrine).
Le donne arabe, costrette a coprirsi in luoghi pubblici con veli e abiti castigati, comprano senza freni e inibizioni completi os dalle trasparenze allusive, per poi sfoggiarli ai mariti nel segreto delle proprie case. ォIl business della lingeria alimentato dalle forze pi conservatrici e maschiliste della societ islamicaサ, osserva il sociologo Ammar Abdulhamid della Brookings Institution di Washington, che azzarda una teoria: ォNel mondo arabo l弾mancipazione femminile inversamente proporzionale all弾rotismo della biancheria intimaサ.



Internet, "Sexy Shop" islamico
     ネ il primo negozio web islamico di articoli sessuali. Un sito riservato ai fedeli musulmani, che vanta la certificazione halal ("lecito" in arabo), ovvero che commercia seguendo le rigide disposizioni del Corano. Si chiama El Asira (http://el-asira.eu). Propone indumenti intimi, oli per massaggi erotici, afrodisiaci. Niente sexy toys o film porno, bandito ogni genere di articolo fetish. ォNessuna volgarit: operiamo nella stretta osservanza della legga islamicaサ, assicura il gestore, Abdelaziz Aouragh, 30 anni. ォVendiamo solo a gente sposata che vuole vivere con piena soddisfazione la sessualit nel matrimonioサ. Nella home page l誕ccesso al negozio separato per uomini e donne, come avviene in moschea. Gli affari, a quanto pare, vanno a gonfie vele: ォAbbiamo migliaia di clienti da ogni parte del mondo. Devoti e soddisfattiサ.


典elefoni hot in Marocco
     A prima vista paiono normali compagnie di telemarketing. Come le circa 150 societ europee che hanno spostato in Marocco i propri call center (creando 25mila posti di lavoro). Ma le ultime imprese telefoniche francesi approdate tra Tangeri a Casablanca non vendono vini, mobili o polizze assicurative. Offrono chat a sfondo sessuale, messaggi erotici via sms. E, a richiesta, video e foto hard. Al costo di tre euro al minuto. I clienti che chiamano sono uomini europei di mezz弾t, chi risponde sono ragazze e ragazzi marocchini. Che guadagnano circa 340 euro al mese (il 40 per cento in meno di un teleoperatore europeo) per animare la conversazioni erotiche. Un lavoro contrario alla morale islamica, che viene accuratamente tenuto nascosto anche in famiglia.





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