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IL REGNO DEI MORTI

Madagascar, la tradizionale riesumazione delle salme

Da giugno a settembre sull'altopiano malgascio i corpi dei defunti vengono prelevati dalla tombe, riportati alla luce e onorati di speciali attenzioni. L'obiettivo? Assicurarsi la protezione dei cari estinti

In Madagascar la stagione invernale, tra giugno e settembre, coincide con il periodo della Famadihana ("il rovesciamento delle ossa"), una singolare cerimonia funebre che riporta - anche solo per poche ore - i corpi dei defunti nel mondo dei vivi. Si tratta di un'antica usanza diffusa tra i popoli Merina e Betsileo che abitano i villaggi dell'altopiano. In queste regioni il culto degli antenati assume proporzioni e risvolti surreali (gli antropologi parlano di "società necrocratica" per sottolinearne lo stretto legame con gli spiriti dell'aldilà). Le famiglie prosciugano i risparmi per assicurare ai propri cari una degna sepoltura: i funerali durano diversi giorni e le tumulazioni avvengono in mausolei sontuosi. Ma l'evento più fastoso è la riesumazione delle salme - chiamata appunto Famadihana (si pronuncia "famadiin") - che in genere avviene dopo 4-7 anni dalla morte. Il rito offre l'opportunità di riabbracciare la persona amata - o meglio, ciò che ne rimane - e comunicare con lei. In genere tocca agli anziani interrogare gli astri nel cielo per definire il calendario dei disseppellimenti. Ma a volte è lo stesso spirito del defunto che richiede il cerimoniale, comparendo in sogno a qualche parente. Il pomeriggio del giorno stabilito le spoglie vengono prelevate dalla tomba, condotte in processione a suon di musica e portate in spalla per sette giri rituali attorno al sepolcro. Quindi vengono avvolte in sudari di raso e cotone confezionati per l'occasione, e infine nuovamente inumate prima del tramonto.
UN RITO INTRAMONTABILE
     Durante il cerimoniale parenti e amici rendono omaggio al defunto come se fosse una persona vivente: a turno parlano con la salma per informarla di vicende famigliari e notizie del villaggio avvenute dopo il funerale. Al caro estinto donano fotografie, banconote, liquori, foglietti di preghiere... In cambio richiedono consigli, protezione e intercessioni. Le donne che desiderano avere dei figli prelevano brandelli del vecchio lenzuolo funebre e li conservano sotto i materassi come amuleti di fertilità. Macabre superstizioni? Tutt'altro. Il rito avviene in un clima festoso. Le orchestre animano danze scatenate e tra la folla d'invitati scorrono fiumi di birra e rum. La tradizione della Famadihana resiste allo scorrere del tempo. Missionari cattolici e pastori delle sette cristiane hanno tentato inutilmente di soffocare questo rito funebre che attinge alla credenze animiste del popolo malgascio. Neppure la crisi economica è riuscita a affievolire le feste e i banchetti che accompagnano le riesumazioni delle salme. Anche quest'anno centinaia di processioni funebri hanno percorso i sentieri dell'altopiano del Madagascar. Le salme degli antenati hanno scorazzato per qualche ora nei villaggi di origine, accompagnate da folle urlanti e gioiose, prima di ritornare nel regno dei morti. Tra pochi anni qualcuno busserà ancora alla loro pietra tombale. E sarà nuovamente il tempo di rivedere la luce.


Tombe da ammirare
     Il Madagascar è un mosaico di etnie accomunate da una vera e propria passione per i riti funebri. I Vezo costruiscono tombe in legno che vengono lasciate deperire: quando cedono, l’anima dell’antenato è libera e trova la pace. I Bara scelgono le grotte delle montagne come luogo per seppellire chi se n’è andato. I Mahalafy del Sud costruiscono eleganti mausolei su cui campeggiano colorate illustrazioni, piccoli totem, ma anche aerei navi o taxi in cemento... Le corna degli zebù che adornano i sepolcri sono un simbolo di prestigio e di ricchezza: più numerose sono, maggiore è il numero di animali sacrificati e più importante è il defunto.


Da sapere
     Le Famadihana avvengono durante l'inverno australe, tra giugno e settembre. Le salme riesumate vengono avvolte in nuovi drappi di seta e cotone, prima di essere nuovamente tumulate, senza bara, nei sepolcri
     In Madagascar la morte non provoca paura né dolore poiché il regno dei defunti è strettamente connesso al mondo dei viventi
     Sull'altopiano del Madagascar, i popoli Merina e Betsileo costruiscono tombe seminterrate da cui, dopo 4-5 anni, riesumano i loro morti con una festosa cerimonia.
     Risate e lacrime, gioia e tristezza si mescolano durante la cerimonia delle esumazioni, conosciuta anche con il nome di "Festa del Ritorno" o "Secondo Funerale"





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