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IL VASCELLO DEL SENEGAL

A bordo di una storica nave nel cuore dell'Africa occidentale

Dopo trent'anni di esilio, il leggendario battello Bou El Mogdad è tornato a navigare lungo il confine d'acqua tra Senegal e Mauritania. Alla riscoperta di villaggi pittoreschi, parchi naturali e antichi cimeli coloniali

Dalle acque gelide dell'Atlantico alle savane incandescenti che lambiscono il Sahara. Lungo un fiume languido e sonnacchioso che penetra nel cuore dell'Africa occidentale. È l'itinerario percorso da un battello epico, il Bou El Mogdad, tornato a navigare tra Senegal e Mauritania dopo quasi trent'anni di oblio.
Un pezzo di storia
     La ricomparsa di questo traghetto fa riaffiorare per incanto un pezzo di storia coloniale che vale la pena di rivivere. Siamo nel 1950, nei territori dell'Africa Occidentale Francese. La compagnia di navigazione Messageries du Sénégal, che assicura i collegamenti sul fiume Senegal, vara un nuovo battello - lungo 52 metri e largo 10 - per il trasporto merci. Lo battezza col nome di Bou El Mogdad, in memoria di un indigeno africano morto nel 1880 - il primo a cui Parigi riconoscerà la Legione d'Onore - che aveva brillantemente ricoperto il ruolo di interprete e consigliere personale del governatore Louis Faidherbe. La nave presta regolarmente servizio dal 1950 al 1970. Ogni settimana percorre il Senegal - arteria fondamentale per i commerci dell'epoca - facendo la spola tra la città costiera di Saint-Louis (primo centro abitato costruito dagli europei nel continente) e il remoto porto fluviale di Kayes.
Per vent'anni il Bou El Mogdad trasporta alimenti, bevande, materiali, posta… ogni genere di approvvigionamento per gli insediamenti della regione. Poi la sua funzione strategica si affievolisce.
Il lento declino
     Siccità e desertificazione mettono in ginocchio l'economia della regione, gli affari si spostano verso la capitale Dakar, le stazioni commerciali sul fiume si spopolano, mentre i traffici sulle acque del Senegal (un tempo floridi grazie al commercio della gomma e, ancor prima, alla tratta degli schiavi) si fanno sempre più radi.
Il colpo di grazia arriva dal governo, che decide di investire tutto sul trasporto ferroviario rinunciando a quello fluviale. Nel 1975 il battello viene acquistato da un uomo d'affari francese, Georges Consol, che lo trasforma in una nave passeggeri. Ma la costruzione di dighe e sbarramenti come quelli di Diama (realizzati per difendere le colture dalla risalita delle acque salate del mare) interrompono bruscamente i progetti turistici del nuovo armatore. Nel 1982 il Bou El Mogdad viene sfrattato dal fiume Senegal. Finisce a vagabondare senza pace tra la regione costiera del Siné Saloum, la Guinea-Bissau e, ancora più a sud, la Sierra Leone. Pare condannato a un destino inglorioso. Ma sei anni fa un imprenditore di origini francesi nato a Saint-Louis, Jean-Jacques Bancal, decide di riportare a casa il cimelio coloniale.
In pochi mesi rimette a nuovo il leggendario battello e lo converte in un'elegante nave da crociera. Il 16 ottobre 2005 il Bou El Mogdad passa attraverso la campata mobile del ponte Faidherbe (riaperta eccezionalmente per l'occasione) e fa il suo ingresso trionfale nel fiume Senegal con un colpo di sirena salutato dall'ovazione della popolazione di Saint-Louis.
Una magica crociera
     Il resto è storia di oggi. A guidare il Bou El Mogdad c'è sempre Baba Sarr, 78 anni suonati, di cui 58 passati al timone del battello. Il vecchio comandante non ci vede un granché - colpa di un'incipiente cataratta - ma conosce a memoria ogni ansa del fiume e non si stanca di accompagnare i turisti alla scoperta di un pezzo d'Africa ignorato dai cataloghi turistici. La regione è abitata da popoli nobili e fieri: i Toucouleur, i Peul, i Soninké, i Mauri, i Wolof… Un mosaico di genti che salutano festose il passaggio del battello.
I passeggeri hanno a disposizione cabine dal fascino coloniale, rinnovate e impreziosite. Inoltre: un ristorante, piscina con solarium, sala per massaggi, cinema, biblioteca, e un bar con terrazza in cui poter sorseggiare il cocktail preferito. Ma il vero sfarzo è il paesaggio che scorre lento lungo le rive del fiume. Le attrazioni sono molteplici. Gli splendidi edifici coloniali di Saint-Louis (inseriti dall'Unesco nel Patrimonio dell'Umanità), il Parco Nazionale di Djoudj (terza riserva ornitologica del mondo), popolato da più di 3 milioni di uccelli di 370 specie diverse, le piantagioni di canna da zucchero di Richard-Toll, lo storico forte di Dagana costruito dai francesi nel 1821, i pittoreschi villaggi di pescatori sparsi sull'isola di Morphil. Una crociera sospesa nel tempo tra i tesori segreti del Senegal.




Il Viaggio
     La crociera sul Bou El Mogdad dura sei giorni e sei notti, e offre servizio di pensione completa. Il battello è dotato di 28 cabine climatizzate con letti singoli o matrimoniali, docce e bagni in comune, distribuite su tre ponti. L'imbarco avviene a Saint-Louis, il tragitto corre lungo il confine tra Senegal e Mauritania. Sono previste fermate ai villaggi di Diaouar, Richard-Toll, Dagana, Thiangaye e Podor. I venti membri dell'equipaggio parlano francese e inglese.
L’autunno, da ottobre a dicembre, con le sue temperature moderate, è il periodo più indicato per il viaggio. A gennaio può soffiare l'harmattan, il fastidioso vento del deserto. I prezzi, comprensivi delle escursioni a terra oscillano tra i 529 euro (per la cabina standard) e i 952 (per la suite). Info: www.compagniedufleuve.com


Il fiume
     Lungo 1790 km, il Senegal nasce dalla confluenza dei fiumi Bafing e Bakoye, in Mali, che a loro volta discendono dal massiccio del Fouta-Djalon, in Guinea. Il suo corso segna il confine fra Senegal e Mauritania. Procede prima verso nord-ovest e poi verso sud-ovest, e sfocia nell'Atlantico all'altezza della città di Saint-Louis. La parte del fiume che va dalla foce fino a Podor in Senegal (circa 175 km complessivi) è navigabile tutto l'anno. Il tratto compreso fra Podor e Kayes (Mali) è navigabile durante la stagione delle piogge. La sua fertile piana alluvionale, un arco lungo 900 km e largo fino a 25, richiama pastori e agricoltori toucouleur, peul, soninké, mauri e wolof, che hanno imparato a sfruttare a proprio vantaggio le inondazioni stagionali.



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