Marco Trovato
Reporter Indipendente


Articoli
  Attualita'
Solidarieta'
Societa'
News



ARTICOLI

 
LA BABY REGINA DEGLI SCACCHI

Da Kampala alla Siberia, le mosse vincenti di una bambina-prodigio

A soli quindici anni, l'ugandese Phiona Mutesi è diventata la più forte giocatrice di scacchi del suo Paese. Un primato che le consente di volare lontano dalla baraccopoli in cui è cresciuta

«Giocare a scacchi è come crescere in una baraccopoli: bisogna fare le scelte giuste per sopravvivere. Il primo errore può essere fatale». Phiona Mutesi, 15 anni, ugandese, usa un paragone azzardato ma efficace. Lei proviene da Katwe, povero sobborgo della capitale Kampala, un inferno di lamiere, fango e immondizia. Quando aveva tre anni, l'Aids le ha portato via il padre; a cinque anni ha dovuto abbandonare la scuola per aiutare la madre e sfamare i fratellini. L'infanzia l'ha passata vendendo sulla strada pannocchie di mais abbrustolito. Poi, un giorno ha scoperto il gioco degli scacchi e la sua vita è cambiata. «È avvenuto tutto per caso», racconta Phiona. «Avevo saputo che un'associazione cristiana di beneficenza organizzava un corso di scacchi per bambini in una chiesa del quartiere. Non sapevo cosa fossero gli scacchi, né ero interessata a scoprirlo. Mi bastava sapere che i partecipanti avrebbero avuto per un giorno il pranzo gratuito. Mi presentai con mio fratello. Quando vidi la prima scacchiera rimasi a bocca aperta. C'erano tanti pezzi di legno dalle forme curiose: alfieri, torri, cavalli, regine… Mi feci spiegare le regole del gioco e provai a muoverli».
Mente prodigiosa
     Da quel giorno Phiona non ha più smesso di giocare. Per mesi si è esercitata assieme agli amici, ogni sera dopo il lavoro, al lume di una lampada a petrolio. Poco alla volta ha capito l'importanza della disciplina, della pazienza e della concentrazione. E ha imparato ad ascoltare il suo intuito vincente. «Ha un talento straordinario», assicura Robert Katende, 29 anni, nato anch'egli a Katwe, responsabile dello Sports Outreach Institute. È stato lui, ex giocatore ugandese di calcio, grande appassionato di scacchi, a introdurre sette anni fa questo sport tra i bambini dello slum. «Era un'alternativa al pallone: un modo come un altro per tenere lontani i giovani dalla strada», confessa. «Non mi aspettavo grandi risultati sotto il profilo agonistico… Ho dovuto persino lottare per iscrivere Phiona e i suoi amici ai primi tornei. Gli organizzatori non volevano che i bambini di una baraccopoli gareggiassero con gli studenti dei college più prestigiosi di Kampala».
Ci ha pensato Phiona a frantumare i pregiudizi a suon di vittorie: in due anni è diventata campionessa nazionale nella categoria juniores. «La notizia ha fatto il giro del mondo e ha provocato un salutare terremoto nel nostro sport», commenta Godfrey Gali, segretario della Federazione Scacchi Ugandese. «Prima, gli scacchi venivano considerati uno sport elitario, per bianchi e ricchi, come il golf. Oggi centinaia di giovani si avvicinano alla scacchiera perché sognano il successo ottenuto da Phiona». Nel 2009 la ragazzina si è recata a Juba, nel Sudan del Sud, per gareggiare ai campionati africani di scacchi. «È stato il mio primo volo aereo - ricorda Phiona - il primo viaggio lontano da casa: un'emozione impareggiabile». È tornata in Uganda carica di medaglie. «La dimostrazione vivente che negli scacchi non importa da dove vieni, ma come ragioni. I figli delle baraccopoli hanno una propensione stupefacente per questo gioco: malgrado non abbiano potuto frequentare la scuola, dimostrano di avere una mente brillante e attenta ai particolari. Ciò che serve per primeggiare sulla scacchiera».
La vittoria più bella
     Lo scorso settembre Phiona è volata con la nazionale ugandese a Chanty-Mansijsk, in Siberia, per partecipare alle Olimpiadi degli scacchi. «Mi avevano detto di procurami un vestito pesante, ma non immaginavo che esistesse un posto così freddo», sorride la ragazzina. «Malgrado il lungo viaggio e le temperature rigide, l'esperienza è stata fantastica. Alloggiavamo in un hotel lussuoso: camere pulitissime, doccia calda, pranzi da favola… Mi sembrava di sognare».
Phiona era la più giovane giocatrice in gara su mille atleti provenienti da 149 nazioni diverse. Le troupe televisive di mezzo mondo l'hanno assediata per giorni. «Non mi aspettavo tanta attenzione, mi tremavano le mani dall'emozione». Impossibile chiederle di battere le fortissime campionesse di Russia, Canada, Cina, Stati Uniti e Azerbaigian: troppo ampio il divario tecnico e troppo poca l'esperienza maturata dalla giocatrice ugandese. «Poteva andare meglio», ammette. «Ho perso tre gare, ne ho pareggiate due e vinta una: mi rifarò alla prossima Olimpiade».
È comunque tornata a casa con un sorriso raggiante. «In Russia ho avuto l'onore di stringere la mano al mio idolo, Garry Kasparov, mito intramontabile degli scacchi». La soddisfazione più grande l'ha ottenuta a Kampala, al ritorno, trionfando ai campionati nazionali assoluti di scacchi. Si è aggiudicata il premio di mezzo milione di scellini: più di 150 euro. «Non avevo mai visto tanti soldi in vita mia, e nemmeno mia madre», racconta la baby-regina della scacchiera, che ancora oggi vive con la famiglia in una baracca di legno e latta. Il montepremi l'ha usato per comprare quattro materassi e due letti a castello. «Ora non sono più costretta a dormire per terra». E può finalmente sognare in grande.

DA SAPERE
Phiona Mutesi, 15 anni, si allena nello slum di Katwe in cui vive. Dice il suo allenatore Robert Katende: «I bambini delle baraccopoli devono pensare ogni giorno a come sopravvivere. E gli scacchi sono un gioco di sopravvivenza». Phiona oggi ha ripreso a studiare e grazie alle vittorie ottenute con gli scacchi può frequentare un college a Kampala.




Tutti i diritti sono riservati.
E' vietata la riproduzione, anche parziale, dei testi e delle immagini, senza l'autorizzazione scritta dell'autore.
E-mail: info@reportafrica.it.
Realizzato da www.kridea.com.
Elenco Totale Articoli

Warning: getenv() has been disabled for security reasons in /var/www/www.reportafrica.it/articoli.php on line 286