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IL SUDAFRICA SCOPRE IL BUSINESS DELL'EROS



L'industria sudafricana del sesso non conosce crisi. Da Johannesburg a Cape Town fioriscono call-center erotici, sexy shop, locali per scambisti. Mentre l'Aids dilaga nel Paese.

Il governo del Sudafrica punta all'industria del sesso per risollevare l'economia. Mentre la bilancia commerciale del Paese è tornata in rosso (i contraccolpi della recessione in Europa si fanno sentire su turismo, esportazioni minerarie e manifatturiere) e la disoccupazione galoppa (negli ultimi due anni sono stati tagliati 712 mila posti di lavoro), il business sudafricano dell'erotismo continua a crescere.
     Da Johannesburg a Cape Town proliferano i call-center che offrono chat telefoniche a sfondo sessuale e messaggi erotici via sms. Leader indiscussa del mercato dell'"amore virtuale" è la Cumtree, una società che in soli quattro anni ha decuplicato il suo fatturato. Grazie a Internet. La sua agenzia d’incontri online vanta un database colossale e permette ogni giorno a migliaia di single sudafricani di cercare un partner... per una relazione sentimentale o anche solo per un'avventura sessuale. «Basta un clic dal computer di casa per trovare la persona giusta», promettono i gestori del "cliccatissimo" sito, che la Conferenza episcopale dei vescovi cattolici non ha esitato a definire un "luogo d'incontro per scostumati". Le prediche moralistiche scivolano via come l'acqua nel Paese che per primo in Africa ha organizzato una fiera commerciale dedicata al sesso (www.sexpo.co.za).
     In cinque anni la manifestazione Sexpo (prossima edizione: 27/30 settembre a Johannesburg) ha demolito gli ultimi tabù calvinisti sopravvissuti alla disgregazione del regime segregazionista. Come ricorda il quotidiano nazionale The Indipendent, durante l’apartheid il sesso non poteva essere multirazziale né pubblico: “chiunque viaggiava in Sudafrica con una copia di Playboy poteva essere arrestato”. Oggi non più. Tra la moltiplicazione di sexyshop e locali notturni "ad alto tasso erotico" e la legalizzazione dei matrimoni omosessuali, il Sudafrica ha compiuto un percorso di liberalizzazione sessuale che non ha eguali nel continente. Il governo guidato dall'African National Congress ha persino ipotizzato di legalizzare la prostituzione per poterla tassare.
     L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha auspicato "maggiore cautela e senso di responsabilità", invitando la autorità sudafricane a non veicolare messaggi - "sotto le lenzuola, divertimento sfrenato e senza prudenze" - estremamente pericolosi. In Sudafrica - va ricordato - l’Aids colpisce 5 milioni e mezzo di persone, un cittadino su otto. Il virus provoca mille morti al giorno - una strage - e infetta ogni mese cinquemila bambini. Servirebbe una massiccia campagna d'informazione. Invece i giornali locali danno ampio spazio ad una notizia che celebra la virilità sudafricana: quella della mancata importazione di 11 milioni di preservativi prodotti in Cina, "giudicati dalle autorità troppo piccoli per le esuberanti misure sudafricane". Una notizia pruriginosa che nasconde una faccenda maledettamente seria.





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