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L'UGANDESE CHE SOGNA LO SPAZIO

A Kampala fa notizia un giovane ingegnere appassionato di astronomia

Chris Nsamba, 28 anni, astrofilo e ricercatore aeronautico, ha ideato un ambizioso programma di ricerca spaziale. E promette di lanciare in orbita una navicella che sta costruendo nel cortile di casa


«Ride bene chi ride ultimo». Chris Nsamba, 28 anni, viso rotondo e occhi vispi, non è tipo da prendersela per gli sfottò e le battutacce di scherno che gli lanciano sulla strada. «Non ho tempo da perdere, devo concentrarmi sul lavoro», bofonchia senza togliere lo sguardo da un progetto stropicciato. «C'è ancora tanto da fare… I conti li faremo alla fine».
Una piccola celebrità
     I giornali e le radio di Kampala gli hanno regalato notorietà. La televisione nazionale lo ha consacrato dedicandogli un'intervista nel notiziario della sera. La gente ora viene a curiosare tra le casupole del quartiere di Ntinda, vuole vedere da vicino il giovane studioso che si è messo in testa di trasformare questo sobborgo popolare della capitale in una sorta di Cape Canaveral ugandese. E pazienza se non c'è lo Space Shuttle né alcuna rampa di lancio da ammirare. Al di là di uno steccato di legno si può osservare l'intraprendente Nsamba, ingegnere aeronautico col pallino per l'astronomia, impegnato a costruire la sua navetta spaziale. Una scena vista finora solo nei film di fantascienza americani.
«Mio figlio è un genio», commenta con fierezza la signora Sarah Lugwana, madre del progettista, che ha messo a disposizione il giardino di casa per assemblare lo strano congegno. «I curiosi vengono da ogni parte della città per vedere la sua navicella, ogni giorno è una processione di persone che scattano foto coi cellulari».
Laboratorio artigianale
     Nel cortile di terra battuta, all'ombra di un albero dal fitto fogliame, tra matasse di fili attorcigliati, scartoffie e cumuli di segatura, giace una sorta di grosso aliante: ha la fusoliera bianca e blu, un'apertura alare di circa dieci metri, una bandiera ugandese vicino alla cabina di pilotaggio. È la celebre African Skyhawk, l'astronave artigianale di cui ha parlato persino la Bbc. Nell'abitacolo non c'è traccia della consolle dei comandi, nemmeno un quadro elettrico o un pulsante per attivare la propulsione… L'apparecchio non pare in grado di sollevarsi da terra. «Per il momento è solo un prototipo in legno», chiarisce Chris Nsamba. «Ma - promette - entro cinque anni sarà in grado di volare tra le stelle». In attesa di recuperare i soldi necessari per sviluppare le schede elettroniche e recuperare il reattore, si va avanti con le rifiniture. Attorno al velivolo trafficano una dozzina di uomini dall'aria eccitata, armati di spazzole, pennelli e cartavetrata. Sono amici, parenti, vicini di casa di Nsamba… Tutti arruolati nell'African Space Research Programme, l'ambizioso programma di ricerca spaziale che punta a portare nel cosmo entro il 2017 il primo astronauta ugandese.
Genio o visionario?
     «Fin da piccolo sognavo di andare sulla Luna», confessa Nsamba. «Oggi attorno a questo sogno ho aggregato l'interesse di circa 600 persone che hanno accettato di sostenere il progetto coi propri risparmi e il proprio lavoro».
Il governo di Kampala ha fatto sapere, per bocca di un portavoce del Presidente Museveni, di «essere orgoglioso di questo temerario progetto che verrà senz'altro supportato moralmente». «Un modo carino per dire "ok, bravi, continuate così, ma scordatevi un finanziamento”», commenta amaro Nixon Lukenge, 25 anni, un volontario che studia ingegneria. «Ma non ci scoraggiamo: faremo tutto da soli».
A breve partiranno i test aerodinamici. Il team di Nsamba ha in programma di costruire sull'aia una galleria del vento. «Dobbiamo solo recuperare un motore abbastanza potente per far fluttuare nell'aria il modellino», spiegano. «E stiamo già pensando di realizzare anche una stanza dove simulare l'assenza di gravità per le esercitazioni». Impossibile, al momento, fare previsioni sui tempi del collaudo. «Appena saremo pronti per stupire il mondo», ripete come un mantra Chris Nsamba. Di lui a Kampala dicono che sia ambizioso, visionario, o semplicemente folle. «Ma tutti i geni hanno un pizzico di pazzia», taglia corto lo scienziato prima di tornare a strofinare con la carta vetrata le ali che già lo fanno volare.



Direttore alla Nasa
     L'Uganda ha un rapporto speciale con l'astronomia. Il primo afroamericano diventato direttore di volo alla Nasa è Kwatsi Alibaruho, 39 anni, origini ugandesi, cresciuto nell'Illinois. Suo padre, il professor George Alibaruho, nato a Kampala, insegna economia all'università come la madre, Gloria, americana, docente di scienze sociali. Kwatsi Alibaruho si è laureato in ingegneria aeronautica al Massachusetts Institute of Technology. Dal 2005 lavora alla Nasa. Le autorità ugandesi gli hanno conferito la massima onorificenza.


Il turista spaziale
     Non è dato sapere se il giovane scienziato "fai da te" Chris Nsamba riuscirà a realizzare il suo sogno di volare nel cosmo con la sua navicella artigianale. Di certo un altro ugandese finirà presto nello spazio. È il magnate Ashish Thakkar, 31 anni, origini britanniche (si è trasferito a Kampala, coi suoi genitori, quando aveva 15 anni), fondatore del colosso industriale Mara Group, che possiede investimenti nei settori immobiliare, manifatturiero e delle telecomunicazioni. Thakkar è un multimilionario e ha riservato per sé un posto sul Virgin Galactic, il primo volo spaziale commerciale. «Voglio regalarmi una passeggiata tra le stelle», ha dichiarato in tivù. Il costo del biglietto? Duecentomila dollari.


Figli delle stelle - Il popolo degli astrofili in Africa
     Anche in Africa cresce la passione per l'osservazione del cielo. Da Casablanca a Città del Capo si contano decine di associazioni e circoli di astrofili che si dilettano a scrutare le bellezze del cosmo… A occhio nudo, con telescopi portatili e binocoli. In Namibia e Sudafrica, in particolare, la straordinaria limpidezza della volta celeste spinge molti astronomi dilettanti a cimentarsi nel monitoraggio degli asteroidi e nella scoperta di oggetti transitori, come le comete.
Alcuni indirizzi per farvi guidare tra le luci del firmamento africano: Association des Jeunes Astronomes Amateurs (Algeria), Astronomical Society of Bulawayo (Zimbabwe), The Space Apostles Club (Nigeria), Clube de Astronomia em Moçambique (Mozambico), Association pour la Promotion de l’Astronomie (Senegal), AstroClub (Ghana), Orion Observasie Groep (Sudafrica), Johannesburg Centre of the Astronomical Society (Sudafrica). www.astronomyinafrica.org


DA SAPERE

Sono oltre seicento i volontari ugandesi che sostengono, con donazioni o lavoro, la missione dell’ingegnere aeronautico Chris Nsamba, ideatore della navetta spaziale African Skyhawk. È possibile seguire i progressi del suo programma di ricerca spaziale, ed eventualmente sostenerlo a distanza. Info: ugandanway.com



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