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LA FABBRICA DEI VIDEOGAME

Nigeria, nasce la prima società africana di giochi elettronici


A Lagos l'azienda Maliyo Games realizza videogiochi ambientati in Africa, pensati appositamente per conquistare il florido mercato continentale dei cellulari

Un tempo c'era Pac-Man. Poi è arrivato Super Mario. Oggi i videogame più amati si chiamano Farmeville, Grand Theft Auto, The Sims, Fifa... Nell'arco di trent'anni si è passati dai pc alle console, dai tablet agli smartphone. Ma la passione per i giochi non è cambiata. Anche se la crisi economica ha raffreddato le vendite, l'industria del divertimento elettronico vanta un giro d'affari da 32 miliardi di dollari, in mano per lo più a imprese statunitensi e giapponesi (la nipponica Nintendo è leader mondiale del settore). Ora l'Africa cerca di entrare nel business. Dalla Nigeria giunge la notizia della nascita della prima software house per videogame. Si chiama Maliyo Games. A fondarla sei mesi fa è stato Hugo Obi, giovane imprenditore nigeriano formatosi all'University of Manchester. «I nostri giochi hanno la peculiarità di essere tutti ambientati in Africa e di avere come protagonisti dei personaggi africani che si muovono in contesti tipici del nostro continente», spiega mister Obi. «Ci ispiriamo alle usanze e ai costumi tradizionali, ma siamo attenti a captare anche le nuove mode. Consapevoli del fatto che ciò che capita attorno a noi può diventare la chiave del successo di un nuovo gioco». I programmatori di Maliyo cercano l'intuizione giusta osservando la vibrante quotidianità di Lagos, la città dove vivono e lavorano. Accade così che la realtà finisca presto nel mondo virtuale dei videogame.
COME NELLA REALTA'
     In un videogame chiamato "Okada Ride" il giocatore deve guidare una motocicletta ("okada") sfidando il caotico traffico della metropoli e schivando le mille trappole che comunemente capitano sulle strade di Lagos: improvvise voragini nell'asfalto, paurosi imbottigliamenti, posti di blocco di poliziotti corrotti. In "My Village" i protagonisti sono i membri di una famiglia catapultata dalla tranquillità di un villaggio di capanne al caos di una grande città: scopo del gioco è aiutare i personaggi a sopravvivere alle insidie metropolitane. Un altro gioco, "Kidnapped", richiede ai concorrenti di liberare i vicini di casa rapiti da una banda criminale che esige un riscatto (piaga piuttosto diffusa nella realtà nigeriana). Chi gioca a "Mosquito Smasher", invece, deve usare il mouse per muovere un pollice al fine di schiacciare il maggior numero possibile di zanzare che ronzano fastidiosamente nel video. Al momento tutti i giochi della Maliyo sono gratuiti: ognuno è libero di provarli quanto vuole sul sito web dell'azienda (www.maliyo.com). Ma per il futuro Hugo Obi e i suoi soci (l'azienda ha quindici dipendenti) hanno intenzione di distribuire su Internet videogame a pagamento, o provvisti di pubblicità, sfruttando le potenzialità dei social network (basti pensare al successo ottenuto dal gioco Farmville, con milioni di fan conquistati su Facebook).
SOLO PER L'AFRICA
     «Siamo gli unici a creare giochi pensati specificatamente per il pubblico africano», spiega il fondatore della Maliyo Games. «I nostri giochi sono molto popolari non solo in Nigeria, ma anche in Kenya, Ghana, Uganda e Sudafrica: segno che esiste un vasto mercato continentale da conquistare». La scommessa è quella di creare software di successo per cellulari e altri dispositivi mobili. In Africa ci sono più di 700 milioni di persone che utilizzano ogni giorno il telefonino. Benché gli smartphone e i tablet siano ancora poco diffusi, e le connessioni dati siano piuttosto carenti, le cose stanno cambiando rapidamente. Ci sono già società cinesi e indiane che commercializzano telefonini di ultima generazione a meno di 100 dollari. La semplicità dei videogame della Maliyo - poche regole, grafica essenziale, immediatezza nel gioco - è pensata appositamente per soddisfare le esigenze di chi non dispone di apparecchiature e tecnologie sofisticate. Ma naturalmente i programmatori nigeriani sarebbero in grado di creare giochi ancor più avvincenti. «Speriamo di poter inserire presto i nostri giochi tra le applicazioni scaricabili da Internet sui cellulari Apple, Samsung, Blackberry... Nulla è impossibile quando ci si mette in gioco».



Il raduno dei geni
     E' in programma a Lagos, in Nigeria, il 5 e 6 novembre l'annuale fiera dei "cervelloni" africani - Maker Faire Africa - giunta alla sua quarta edizione (in precedenza si eras tenuta a Nairobi, Il Cairo e Accra). Per due giorni i migliori progettisti, inventori e ricercatori del continente - maestri assoluti nella creazione di congegni funzionali e a basso costo - si raduneranno per dar vita ad una grande kermesse dell’innovazione tecnologica. Un’occasione ghiotta per scambiare idee, confrontarsi, risolvere problemi comuni, presentare i propri lavori. E magari venire in contatto con qualche imprenditore alla ricerca di idee commerciabili. makerfaireafrica.com



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