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Moto-Polo, l'ultima stravaganza dall'Africa

In Ruanda è di moda un curioso sport ideato da due giovani americani


Anche a Kigali si gioca a polo, ma al posto dei cavalli si usano delle moto. E la palla da colpire è fatta con foglie di banano. Un’invenzione di due amici statunitensi che appassiona i tassisti ruandesi…

In epoca coloniale i belgi e i francesi avevano esportato all'Equatore i loro sport preferiti. Gli appassionati di ciclismo pedalavano sulle poche strade asfaltate, torme di giovani rincorrevano palloni sui campi da calcio spelacchiati. Nei club più esclusivi c'era chi giocava a scacchi e a bridge. E nelle piazze cittadine ogni sera si rinnovano le avvincenti sfide di pétanque, le bocce provenzali.
Il rombo del polo
     I tempi sono cambiati: oggi il Ruanda è passato sotto la sfera d'influenza americana. A Kigali si parla inglese. Nei parchetti sono comparsi i playground per praticare il basket. E l'ultima moda in fatto di sport si chiama "moto-polo", una disciplina inventata da due giovani statunitensi, Sam Dargan e Matt Smith, che da qualche anno si sono trasferiti per lavoro nel Paese delle mille colline. «Cercavamo semplicemente il modo di divertirci nel tempo libero», spiegano i ragazzi che si guadagnano da vivere - rispettivamente - in una piantagione di caffè e in un'azienda di pannelli solari.
Scartata l’ipotesi di importare il rugby e il baseball - impossibili da praticare per carenza di giocatori - la loro scelta è ricaduta su uno sport antico e nobile di cui sono entrambi appassionati: il polo… Opportunamente adattato alle condizioni locali. «Poiché in questa regione non ci sono molti cavalli - chiariscono i due amici - abbiamo pensato di sostituire gli animali con le motociclette».
Sabato da leoni
     Il polo, va ricordato, è uno sport (nato in Mongolia, approdato in India e Turchia e diffuso in tutto il mondo dagli inglesi) che vede affrontarsi due squadre di quattro giocatori, in sella a cavalli e muniti di mazze di bambù. L’obiettivo è fare gol; la porta è rappresentata dalla linea tra due pali.
La versione ruandese del polo ha un paio di importanti peculiarità. In primo luogo, come già detto, i giocatori (cinque "battitori" per squadra) si affrontano in sella a motociclette guidate dai compagni "guidatori", incaricati di tenere saldamente le mani sul manubrio. Seconda peculiarità: la palla da colpire con le mazze è realizzata con foglie di banano. Le partite durano due tempi da 15 minuti e si svolgono in genere al pomeriggio del sabato in un grande spiazzo non lontano dall'aeroporto. «Le regole sono semplici», chiariscono gli ideatori del moto-polo. «Non si può colpire la palla con i piedi e, soprattutto, è vietato infilare oggetti tra le ruote degli avversari». Nulla di ufficiale per il momento, ma la passione per il nuovo gioco dilaga e presto potrebbe partite un vero e proprio campionato.
Ingaggi da sogno
     I giocatori sono in maggioranza americani ed europei: cooperanti di ong, turisti di passaggio, piccoli imprenditori, tecnici stranieri in missione all'estero. Ma alla guida delle motociclette da 125 cavalli ci sono esclusivamente dei ruandesi. La gran parte sono moto-tassisti reclutati ogni fine settimana dalle squadre di moto-polo. L'ingaggio è di circa 15 euro a partita: cinque volte il reddito medio giornaliero di un ruandese (pari a circa 3 euro).
Certo non è un lavoro da tutti: bisogna saper effettuare manovre spericolate - un occhio alla palla, un altro agli avversari - sfiorare le altre motociclette, senza urtare nessuno né cadere. In caso di incidenti, gli organizzatori ripagano i danni. Uno dei migliori guidatori, Chamelon Ngirimana, è stato intervistato dal New York Times, che ha dedicato un articolo al nuovo sport. «All'inizio ho accettato di partecipare alle partite solo per una questione di soldi. Mi sembrava solo una stravaganza dei “bianchi”. Ma ora mi sono appassionato a questo gioco e faccio di tutto per far vincere la mia squadra». Come lui decine di altri tassisti di Kigali hanno sgomitato per essere ingaggiati dalle squadre di moto-polo. Attorno al campo da gioco le file di curiosi e appassionati si sono ingrossate di settimana in settimana. E l'eco del nuovo sport è giunto fino a Kampala, capitale della vicina Uganda, dove già sono nate quattro squadre che hanno cominciato a sfidarsi a tutto gas.


Giù i birilli
     I giovani di Kigali stanno scoprendo i tradizionali svaghi e passatempi a stelle e strisce. Dopo il McDonald's, approdato da poco in città, la catena di Starbucks ha in previsione di aprire una caffetteria. E da pochi mesi ha aperto i battenti il Mamba Club (Kimihurura, tel. 788513438, mambaclub@hotmail.com), il primo bowling della capitale ruandese: sei piste per fare strike al costo di 3 euro a partita.


Un Paese che pedala
     Lo sport nazionale del Ruanda è il ciclismo: una passione popolare importata da francesi e belgi ai tempi delle colonie. Non a caso l’evento sportivo più importante dell’anno nel Paese delle mille colline è il Tour del Ruanda, attesissimo appuntamento in calendario dal 1989, organizzato dalla Rwanda Cycling Federation. La prossima edizione è in programma dal 18 al 25 novembre: in gara più di novanta ciclisti appartenenti a quindici squadre provenienti da ogni parte del continente africano e non solo (Usa, Francia, Canada…). Previsti 876 chilometri di percorso distribuiti in otto tappe. Per la vittoria finale occhi puntati sul marocchino Adil Jelloul, l’americano Kiel Reijnen (trionfatore alla scorsa edizione), il sudafricano Janse Van Rensburg e naturalmente i beniamini locali: i campioni ruandesi Adrien Niyoshuti e Abraham Ruhumutiza. Comunque vada, sarà una grande festa di pubblico. tourofrwanda.com





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