Marco Trovato
Reporter Indipendente


Articoli
  Attualita'
Solidarieta'
Societa'
News



ARTICOLI

 
Una Stella in punta di piedi

Talenti d'Africa: Michaela DePrince, nuova promessa della danza classica

Dall'incubo della guerra al sogno dei grandi palcoscenici. La favola vera di una bambina orfana della Sierra Leone divenuta l'astro nascente del balletto mondiale

A vederla volteggiare nell'aria, sfolgorante nel suo tutù colorato, si resta a bocca aperta. La grazia dei movimenti, i passi precisi, lo sguardo luminoso. Michale DePrince, 17 anni, è davvero la nuova stella della danza.
Network televisivi e grandi giornali le dedicano i servizi di copertina. Il documentario First Position (vedi box...) l'ha resa celebre. La scorsa primavera è diventata l'étoile del Dance Theatre of Harlem. Il suo debutto internazionale, a luglio in Sudafrica, ha conquistato i critici più taglienti. «Sto vivendo un momento magico, ma so di avere ancora molto da imparare», dice la ragazza-prodigio. A parole restata coi piedi per terra, ma appena sente la musica spicca il volo come una farfalla... Come a volersi staccare dagli incubi di un passato che l'ha segnata per sempre.
L'INFERNO DI FREETOWN
     Michaela nasce nel 1995 in Sierra Leone, battezzata col nome di Mabinty Bangura. Sono gli anni tremendi della guerra civile, i miliziani del Ruf seminano ovunque terrore e morte. Suo padre viene ucciso per strada con un colpo di pistola, sua madre muore di senti poco dopo. La bambina finisce in un orfanotrofio a Freetown. Non trova pace neppure lì. Viene discriminata, messa da parte, additata come una piccola indemoniata. Colpa di una banale malattia della pelle, la vitiligine, che la tormenta dalla nascita procurandole delle chiazze chiare sull'intero corpo: per le responsabili dell'orfanotrofio, imbevute di assurde superstizioni, sono i chiari segni della presenza del diavolo. Una sola maestra si prende cura della bambina. Ma una notte i ribelli, un marmaglia di baby-soldato inebetiti dalla droga, fanno irruzione nell'istituto e torturano l'insegnante. «Era incinta», ricorda oggi Michaela. «Le aprirono la pancia con il machete, si sbarazzarono del feto e le tagliarono le braccia e le gambe davanti ai miei occhi... Ho tentato di salvarla ma non c'è stato nulla da fare».
LA SVOLTA IN UNA FOTO
     L'orrore sembra accanirsi su di lei. Fino ad un giorno di sole del 1999. Alle porte dell'orfanotrofio si presenta una coppia di bianchi. Sono Elaine e Charles DePrince, giovani coniugi arrivati dal New Jersey. Decidono di adottare Mabinty, la portano negli Stati Uniti e le danno il nuovo nome. Poco dopo scoprono la sua passione per la danza, nata per caso in Sierra Leone. «Un giorno - rivela la bambina - stavo camminando su una strada fangosa quando vidi per terra una foglio. Lo raccolsi. Era la copertina di un giornale che mostrava una foto di una giovane ballerina». Michaela decide di tenere quella foto, la custodisce come una reliquia sotto i vestiti. «Sembrava così bella e felice... La guardavo ogni notte e sognavo di diventare come lei». Il sogno si avvera. Michaela entra all'età di cinque anni in una scuola di danza di Philadelphia. A tredici anni approda nel prestigioso American Ballet Theater. Ha grinta e talento, vince l'American Grand Prix della danza. Finisce in televisione con il programma "Dacing with Stars". Si diploma col massimo dei voti e diventa una ballerina professionista. La migliore tra le giovani promesse. Una stella in punta di piedi capace di oscurare con la sua luce gli orrori del mondo.


Il film
     Micaela DePrince è tra le protagoniste di First Position, pluripremiato documentario di Bess Kargma che racconta le storie di sei baby ballerini impegnati in una delle competizioni giovanili di balletto più prestigiose del mondo, lo Youth America Grand Prix. Il film è incentrato sul cammino - costellato da gioie e dolori, fatiche e soddisfazioni, critiche e pregiudizi, riconoscimenti e sconfitte - dei giovani talenti che sognano di diventare stelle della danza internazionale. balletdocumentary.com




Tutti i diritti sono riservati.
E' vietata la riproduzione, anche parziale, dei testi e delle immagini, senza l'autorizzazione scritta dell'autore.
E-mail: info@reportafrica.it.
Realizzato da www.kridea.com.
Elenco Totale Articoli

Warning: getenv() has been disabled for security reasons in /var/www/www.reportafrica.it/articoli.php on line 286