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Monopoli a Lagos

Il celebre gioco da tavolo sbarca in Nigeria


È da pochi mesi in vendita un'edizione speciale del Monopoli ispirata alla capitale economica della Nigeria. I giocatori si sfidano tra baraccopoli, quartieri lussuosi e strani imprevisti

«Ora siamo anche noi una grande città, come Londra e New York!». A scrivermi è un amico nigeriano che non vedo da tempo. Allegata alla mail c'è una foto in cui si vede lui, radioso, mentre esibisce come un trofeo una scatola del Monopoli. «Me l'hanno regalata a Natale», spiega con l'innocenza di un bambino.
Il celebre gioco in scatola, tra i più popolari svaghi del pianeta, è sbarcato anche in Africa. Lo scorso dicembre la società Bestman Games Limited (che ha acquisito i diritti di diffusione dall'irlandese Hasbro, titolare del marchio) ha lanciato l'edizione “City of Lagos”, dedicata alla capitale economica della Nigeria, una delle più caotiche e popolose metropoli del continente (conta circa 15 milioni di residenti con una densità di popolazione pazzesca: 12mila abitanti per chilometro quadrato).
Passione mondiale
     Nessun’altra grande città africana ha mai avuto questo onore. I prime copie messe in vendita nei negozi sono andate a ruba. E già sono nati club e associazioni di giocatori che organizzano corsi e tornei. Le regole del gioco sono quelle di sempre: bisogna scambiare e acquistare (con soldi finti) proprietà terriere allo scopo di farle fruttare al meglio. Vince chi domina il mercato (ovvero realizza un "monopolio") e fa cadere in rovina gli avversari: uno spregiudicato elogio del capitalismo e della speculazione.
Secondo la versione ufficiale raccontata dalla Hasbro, detentrice del copyright, il Monopoli fu inventato nel 1933 da un ingegnere disoccupato di Filadelfia, tale Charles Barrow. In realtà pare che già trent'anni prima una donna del Maryland di nome Elizabeth Mgia avesse ideato un prototipo del gioco (chiamato The Landlord's Game). Di certo nell'arco di un secolo il Monopoli è diventato il gioco da tavolo brevettato più venduto al mondo: è stato giocato da almeno un miliardo di persone in 111 nazioni e 43 lingue. Da quando esiste sono state prodotte decine di edizioni diverse, ispirate a fumetti (Disney Monopoly), programmi televisivi (The Simpson Monopoly), automobili (Ferrari Monopoli) e svariate città di ogni parte del mondo.
Imprevisti nigeriani
     Lagos è l'ultima novità. Nel suo tabellone compaiono i nomi di luoghi, parchi e palazzi sponsorizzati da banche, assicurazioni e centri commerciali. C'è la sede della borsa nigeriana, la stazione dei treni, l'aeroporto Mohammed Murtala. Al posto di "Parco della Vittoria" - il terreno di maggior valore nell'edizione italiana del gioco - c'è "Banana Island", un'isola artificiale riservata ai milionari nigeriani e costellata da ville lussuose. Invece di "Vicolo Stretto" - il lotto meno pregiato per i giocatori italiani - compare Makoko, una baraccopoli di sgangherate palafitte abitate da 300mila persone. Chi finisce nella casella "Prigione" si ritrova dietro le sbarre di Kirikiri Jail, terrificante carcere di massima sicurezza, autentico incubo per i delinquenti nigeriani.
Le carte degli "Imprevisti" sono un campionario significativo dei più comuni reati e infrazioni contestati dai poliziotti sulle strade di Lagos. "Resta fermo un turno per guida spericolata: devi sottoporti ad un nuovo esame automobilistico", si legge in una carta. "Paga un multa per aver cercato di corrompere un pubblico ufficiale", dice un'altra. Terribile la terza: "Hai guidato contromano: finisci in clinica per un esame psichiatrico".
No, non è una licenza poetica del Monopoli: il nuovo codice della strada nigeriano, in vigore da pochi mesi, recita proprio così.


Bambole africane
     Il tempo di Barbie volge al tramonto. La globalizzazione ha sconvolto anche il mondo dei giochi per l'infanzia e oggi le nuove bambole in vendita nei grandi magazzini di Londra hanno la pelle scura e parlano lingue africane.
“La magnifica Ama” ha origini ghanesi ed è in grado di ripetere semplici frasi in quattro lingue locali (twi, ga, ewe e krobo). "L'amorevole Nuby", sbarcata in Inghilterra dal Sudafrica, sa esprimersi in zulu, xhosa, tswana e swazi. Altri sedici idiomi diversi sono utilizzati dalle coloratissime Shiroh (origini somalo-keniane), Simbi (radici nigeriane) e Keza (immigrata da Zimbabwe e Zambia). L'idea di produrre bambole africane in grado di riprodurre parole in molteplici lingue è venuta alla società britannica Rooti Creations (rootidolls.com). Le vendite (circa 50 euro cadauna) la stanno premiando.


Giocolieri delle parole
     I nigeriani sono grandi appassionati di giochi da tavolo. In particolare vanno pazzi per lo Scarabeo (Scrabble), il popolare passatempo che invita a trovare i vocaboli del dizionario che abbiano almeno una lettera in comune con le parole presenti sul tabellone. Vince chi scova le parole più lunghe e complicate. Perde chi non riesce a recuperare un termine corretto nel tempo assegnato. La Nigeria ha persino una Federazione nazionale giocatori di scarabeo (www.nigeriascrabble.com), con una quarantina di associazioni e almeno 120 club di amatori.
In ogni parte del Paese si tengono tornei per giovani e adulti, i giocatori migliori si sfidano in un campionato. Lo scarabeo viene praticato abitualmente nelle università e quest'anno è stato inserito dal ministero dell'Istruzione anche nelle scuole secondarie. La nazionale nigeriana di Scarabeo si è aggiudicata lo scorso dicembre i campionati africani di questa disciplina.




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