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Anche la Nigeria scopre il ciclismo

Un italiano ha messo in moto centinaia di corridori


Nel Delta del Niger, Giandomenico Massari, da vent'anni residente nella città di Port Harcourt, ha fatto crescere la passione per i pedali. E ora punta a traguardi ambiziosi

La regione del Delta del Niger, cassaforte del petrolio nigeriano, è tristemente famosa per via della lotta decennale dei guerriglieri locali del Mend contro le multinazionali petrolifere, accusate di sfruttare le ricchezze e devastare l’ambiente. Ma oggi a fare notizia non sono i sabotaggi degli oleodotti o gli attacchi armati agli impianti di estrazione del greggio.
La novità è che nel Delta del Niger sta emergendo un interessante movimento ciclistico guidato da un italiano, Giandomenico Massari, 59 anni, manager di una ditta di elettronica e grande appassionato di pedali, che da più di vent'anni vive e lavora nella città di Port Harcourt. «Quando sono arrivato in questo Paese il ciclismo stava in uno stato comatoso. Le rarissime gare locali erano poco partecipate e il livello di preparazione degli atleti era scarso».
UNA LUNGA STRADA
     Massari non è mai stato un corridore professionista, pedala come semplice amatore, ma sapeva di poter insegnare molto ai giovani nigeriani che inforcavano la bicicletta. Così nel 2004 ha iniziato a promuovere dei training settimanali per uno sparuto gruppo di ciclisti di Port Harcourt. L'anno dopo è stato nominato vice presidente dell'Associazione Ciclistica del Rivers State (rscanig.org). Nel 2005 ha organizzato la prima vera competizione della regione: la Garden City Cycling Competition, con la partecipazione di venti atleti. «Da allora abbiamo riproposto la gara ogni anno», spiega Massari. «All'ultima edizione, svoltasi a febbraio 2013, c'erano 250 atleti provenienti da ogni parte della Nigeria, uomini e donne, suddivisi in diverse categorie: professionisti, amatori, mountain bike». L'interesse per questo sport è esploso, grazie anche al sostegno delle autorità locali e degli sponsor privati. Il team ciclistico del Rivers State, che un tempo faticava a concludere le gare, oggi fa il pieno di medaglie nelle competizioni nazionali. E assieme ai successi sportivi è cresciuto il pubblico di appassionati. La conferma è giunta poche settimane fa, quando il Niger Delta Tour (gara interregionale che prevedeva un percorso di quattro tappe di 580 km) è stato seguito sulla strada, ma anche in tv e radio, da un milione e mezzo milione di spettatori entusiasti.
TOUR E OLIMPIADI
     Una bella soddisfazione per Massari, che nel 2008 ha fondato il Lifestyle Cycling Club (lifestylecycling-ng.com) con l'obiettivo di radunare e far crescere il movimento. «Gli iscritti al club hanno un'età compresa tra i 18 e i 70 anni. Sono ciclisti professionisti, ma anche ingegneri, avvocati, contabili, impiegati, operai, funzionari governativi... Accomunati dalla passione per questo sport salutare». E' stata avviata anche una collaborazione con la Federazione Ciclistica Italiana. «Grazie all'aiuto di tanti amici abbiamo recuperato bici, indumenti e attrezzature preziose. L'ex professionista Andrea Tonti è venuto più volte in Nigeria per supportare i nostri giovani. Due atleti, un ragazzo ed una ragazza, sono stati inviati per un mese in Italia per seguire un training». Le Nigeria, coi suoi 150 milioni di abitanti, età media di 17 anni, vuole correre e arrivare lontano. E l'infaticabile Massari, entrato nel board della federazione ciclistica nigeriana, ha la grinta di uno sprinter in volata. «In questo momento stiamo riabilitando il velodromo della capitale Abuja, inoltre stiamo preparando un Tour dell'Africa occidentale, che partirà da Lagos e arriverà a Dakar». I prossimi traguardi sono ambiziosi, ma pur nulla impossibili. «Vogliamo organizzare il Primo Giro della Nigeria, che potrebbe diventare la più importante manifestazione ciclistica dell'Africa... E puntiamo a formare una squadra nazionale, maschile e femminile, per partecipare ai prossimi giochi olimpici del Brasile 2016».




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