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SENEGAL: IL MERCATO DEI MIRACOLI

Il Marché de Tilène è il mercato più autentico e africano di Dakar. Qui grappoli di guaritori e ciarlatani si nascondono dietro montagne di mercanzie varie. E tra le loro bancarelle si perde il labile confine tra modernità e tradizione, tra razionalità e superstizione...



Il Marché de Tilène è il mercato più autentico e africano di Dakar. Qui grappoli di guaritori e ciarlatani si nascondono dietro montagne di mercanzie varie. E tra le loro bancarelle si perde il labile confine tra modernità e tradizione, tra razionalità e superstizione...

Al di là dei grattacieli governativi, oltre i bagliori dei buildings di rappresentanza, inizia la Medina, cuore pulsante di Dakar. E' un cuore malato, come quelli che battono all'unisono nelle periferie dimenticate. Strade di fango, odore di piscio, baracche sbilenche divorate dalla ruggine.
La Medina è l'altra faccia di Dakar: uno sterminato groviglio di lamiere e di umanità alla deriva, senza più confini né leggi. E' un caos allegro e mortale, un cimitero di sogni infranti. Un quartiere abbandonato a se stesso ove si vanno ad arenare le speranze di chi è fuggito dalla brousse,
rincorso dal deserto ed attirato da un imbroglio chiamato città. Sono molti, moltissimi. Arrivano da ogni parte del paese, sicuri di trovare in poco tempo la fortuna.

Poi si ritrovano, disperati, al Marché de Tilène, il mercato dei miracoli. Sorge a due passi dalla Grande Moschea e forse anche questa vicinanza contribuisce a conferire poteri eccezionali alla merce che vi si vende. E' il mercato più autentico e africano della capitale, sorto spontaneamente e
allargatosi ben presto a macchia d'olio. Le sue bancarelle si ramificano in mille viuzze per oltre un chilometro ed ogni giorno attirano circa mezzo milione di clienti. Accanto a frutta, verdure, perline e cosmetici, espongono - tra l'altro - antibiotici, pillole e fiale, tutte cose rubate negli ospedali locali, come attestano le etichette. I malati che non hanno soldi contanti per pagarsi le medicine, barattano con il commerciante qualche manufatto: un vestito per dieci compresse, un recipiente in terra cotta per una confezione di sciroppo; la contrattazione per lo scambio è spannometrica.

Ma dove finisce la medicina moderna iniziano i banchi dei rimedi tradizionali, affollati di clienti dalle prime ore del mattino. Grappoli di guaritori e ciarlatani si nascondono dietro montagne di mercanzie varie. In generale offrono intrugli di bacche, ossa, unghie di animali, corna, radici e polveri: tutti ingredienti per pozioni magiche contro sfortuna e malocchio. Chi si precipita qui ha un problema talmente serio da richiedere il rinforzo di qualche amuleto che metta in moto il soprannaturale.

Su commissione, infatti, si preparano i cosiddetti "gris-gris", talismani personalizzati capaci di donare soldi, successo, salute e amore. Con cinquemila Franchi Cfa, circa quindicimila lire, ci si assicura la serenità del proprio futuro (ma le tariffe lievitano improvvisamente se il cliente è un turista). Ma non è tutto: coniugando religione, magia e misticismo, infaticabili mercanti di gris-gris si spacciano persino per "marabout", uomini di Dio a metà strada tra i santi e i profeti.

I "marabout" sono veneratissimi nella cultura senegalese, così questi volgari millantatori finiscono con l'arricchirsi facendosi gioco dell'inossidabile fede popolare. Sono abili a confezionare ogni tipo di pomata, medicamento e filtro magico; da loro si può conoscere il proprio destino, vendicarsi di qualche nemico, costringere alla resa una fidanzata restìa, o condannare all'impotenza il rivale in amore. Le tecniche appartengono all'iconografia tradizionale: disegni sulla sabbia, lancio di ossicini e conchiglie, soffi e sputi, conditi da versetti del Corano e prostrazioni meditative per dare al tutto un tono ancor più misterioso e crepuscolare. La stampa locale si è dovuta occupare più volte di queste pratiche, tanto da inventare un termine "ad hoc" per indicarle: "maraboutage", dove il suffisso "age" denota insieme disprezzo e inquietudine.

I creduloni che si fanno abbindolare non sono solo i poveri della Medina. Tra le bancarelle sgattaiolano anche numerosi insospettabili cittadini che non se la sentono di rompere del tutto con la magia: sotto la camicia e la cravatta custodiscono gelosamente potentissimi gris-gris. Nessuno – neppure i politici e gli uomini d'affari - si avventura in decisioni importanti senza aver consultato il proprio oracolo di fiducia. Il labile confine tra modernità e tradizione africana, tra razionalità e superstizione, si perde nelle caotiche vie del Marché de Tilène.



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