Marco Trovato
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STOP ALLA MALARIA

La battaglia per fermare le zanzare killer

Sconfiggere la malaria si può. Di questo sono convinti i promotori di una campagna internazionale, partita dall´Italia, che mira a sconfiggere questa terribile malattia. Puntando sulla prevenzione e... sui poteri curativi di una pianta

L´obiettivo è ambizioso: sconfiggere il più grande killer in circolazione al mondo. Cancellare dalla faccia della Terra un flagello che affligge 500 milioni di individui in cento Paesi e che ogni anno uccide due milioni di persone, soprattutto bambini e donne incinte. "Stop malaria" è nata nel 2001 per iniziativa di tre associazioni no-profit italiane: Sviluppo Umano, Un altro Mondo e Senza Confine. "Il nostro è un atto di ribellione, è una sfida alla rassegnazione", spiegano i promotori. "Mentre l'Organizzazione Mondiale della Sanità sta realizzando la campagna Rollback Malaria con il solo intento di "far retrocedere la malaria", noi crediamo che sia possibile combattere questa malattia a fondo, fino a renderla curabile per tutti e, infine, a debellarla completamente. Nel mondo di oggi esistono i mezzi e le capacità per farlo. Quello che manca è la volontà politica di mettere in discussione l'assetto economico del pianeta, lo strapotere delle multinazionali farmaceutiche, la dittatura del Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale". Alle denunce si affianca l´impegno umanitario, perché Stop Malaria è sì una campagna di lotta, ma anche di intervento concreto. "In Africa abbiamo creato una rete di diecimila volontari, che hanno già impartito la formazione sanitaria di base a un numero globale di oltre 100.000 persone. Abbiamo aperto dispensari di medicinali a basso costo e distribuito migliaia di zanzariere impregnate di insetticida, a protezione delle categorie ad alto rischio, soprattutto bambini e donne incinte". La campagna è in continua espansione, si estende dal Togo al Kenya, dal Senegal allo Zambia... dalle periferie metropolitane ai villaggi più isolati, ovunque esistano gruppi autorganizzati e associazioni di base che chiedono di partecipare alle attività di Stop Malaria. Prima di tutto si punta sulla prevenzione: "Le comunità locali vengono coinvolte per eliminare la spazzatura e le acque stagnanti. E vengono educate a riconoscere tempestivamente i sintomi del contagio". In alcuni paesi dell´Africa si è cominciato a sperimentare la coltivazione dell´"Artemisia" (vedi pagina accanto), una pianta medicinale cinese che aiuta a curare la malaria. Il problema sono i costi di questa terapia, 20 volte superiori a quelli delle terapie antimalariche tradizionali. Ma c´è una notizia che fa ben sperare: poche settimane fa un gruppo internazionale di ricercatori ha messo a punto una versione sintetica dell'artemisina, l´estratto della pianta cinese, che potrebbe essere prodotta a costi abbordabili per i paesi poveri. Sarebbe la salvezza per milioni di persone.

La cura ?
Una pianta cinese
L´Artemisia Annua, meglio conosciuta col nome di "assenzio", è un arbusto usato da molti secoli nella medicina tradizionale cinese per il trattamento della febbre e della malaria. Le sue foglie contengono l'artemisina, un principio antimalarico che è in grado di rimuovere velocemente i parassiti, eliminando i sintomi della malattia in soli 3 giorni. I farmaci derivati dell'artemisina, come l´Artesunato o l´Arthemeter, sono in genere privi di effetti collaterali e hanno un'azione più efficace degli altri antimalarici a base di chinino. Il loro utilizzo è consigliato dall´Organizzazione Mondiale della Sanità in abbinamento ai farmaci più diffusi, come la clorochina, che sono inefficaci nelle regioni dove le zanzare hanno acquisito resistenze farmacologiche. Oggi l´Artemisia viene coltivata in Cina, Vietnam, India e Tanzania. Ma, considerando che ci vogliono almeno diciotto mesi perché le foglie siano pronte per la raccolta, è molto difficile ottenere grandi quantità di piante per l'uso farmaceutico in tutto il mondo.

Colpisce anche in Italia
Attenzione ai sintomi della malattia
Sono più di mille i casi di malaria che si verificano ogni anno nel nostro paese. Circa il 90% dei contagi avviene durante viaggi in paesi africani. La malattia si manifesta con febbre intermittente, brividi di freddo e sudorazione. Quando non viene diagnosticata in tempo o curata adeguatamente, può portare alla morte. Anche in Italia. Per questo chi intende recarsi in aree dove la malaria è endemica, dovrebbe sottoporsi a una cura preventiva a base di farmaci antimalarici, che va continuata fino a qualche settimana dopo il ritorno. Il modo migliore per prevenire la malaria resta tuttavia quello di esporsi il meno possibile al contagio: coprirsi il più possibile con magliette e pantaloni lunghi, usare speciali repellenti cutanei e, durante la notte, zanzariere impregnate di insetticida.

La denuncia
1) La malaria colpisce paesi impoveriti dalle multinazionali e strangolati dal debito estero.
2) Le case farmaceutiche non investono nella prevenzione e nella cura della malaria perché non considerano i paesi poveri un mercato redditizio. A causa di questo disinteresse non si è ancora arrivati a mettere a punto un vaccino valido. Le case farmaceutiche, inoltre, mantengono molto alto il prezzo dei farmaci più efficaci.
3) I governi africani includono nei protocolli nazionali i farmaci meno costosi, pur conoscendo la loro inefficacia e non fanno nulla per migliorare la disastrosa situazione igienico-sanitaria dei loro paesi. Tratto da www.stopmalaria.it



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