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PIZZA NELLA SAVANA

In Burkina Faso nasce una pizzeria solidale

Aprire un autogrill ai margini del deserto e cucinare pizze croccanti per la gente del Burkina Faso. L’idea è venuta ad un gruppo di volontari italiani. Che sfornando margherite e capricciose, sono riusciti a finanziare un orfanotrofio

Se mai avrete le fortuna di effettuare un viaggio in Burkina Faso, c’è un posto che non potrete mancare di visitare. E’ “Pizza in Festa”, una pizzeria situata alla periferia della capitale Ougadogou, sulla strada principale che si dirige verso nord. Ci sono almeno tre buoni motivi per andarci: primo perché non è cosa di tutti i giorni pranzare in una pizzeria nel cuore della savana, tra acacie e baobab. Secondo perché la pizza è molto buona. Terzo perché mangiando in questo locale contribuirete a sostenere economicamente un progetto in favore dell’infanzia africana. L’idea di aprire una pizzeria “umanitaria” in Burkina Faso è venuta ai volontari del movimento Shalom, che hanno coinvolto nell’impresa la Unicoop di Firenze. Lo scopo ? Cercare di finanziare l’orfanotrofio di Loumbila: una struttura che ospita 150 bambini senza famiglia, la maggior parte dei quali hanno perso i genitori a causa dell’ aids. L’ideatrice dell’orfanotrofio, suor Tommasina, carmelitana del Perù, aveva bisogno di una mano per far crescere e rendere autosufficiente il centro di accoglienza. I giovani volontari di Unicoop e Shalom hanno così pensato di dar vita ad una pizzeria di fronte all’orfanotrofio, lì dove il passaggio degli automobilisti diretti verso il deserto è obbligatorio. A molti sembrava un progetto folle, destinato al fallimento. Ma non lo è stato: terminati rapidamente i lavori in muratura della cucina, dall’Italia sono giunti un forno elettrico, una pigna di volantini pubblicitari, e due giovani pizzaioli, Marco di 27 anni e Stefania di 31. «Le difficoltà iniziali sono state tante: mancava l’acqua per cucinare e l’elettricista per installare il forno», raccontano i ragazzi. «Abbiamo anche dovuto scartare l’idea di usare la farina di miglio per l’impasto della pizza, in quanto nei mercati il miglio si trovava di rado e comunque era molto caro». La scelta obbligata è stata l’uso della farina bianca: meno croccante ma ugualmente gustosa. La notizia dell’inaugurazione della pizzeria è stata diffusa in radio e televisione. Ed il successo è stato immediato: «Il numero dei clienti è cresciuto esponenzialmente in questi mesi, grazie al passaparola: ogni domenica c’è il tutto esaurito con 100 posti a sedere occupati». La gente arriva da ogni quartiere della capitale per gustare margherite e capricciose “solidali”, in vendita al prezzo di 1.200 franchi africani (circa 1.80 euro). Ora al forno si alternano otto ragazze burkinabé che hanno frequentato un corso di formazione per imparare a fare la pizza e il pane. Naturalmente i piccoli ospiti dell’orfanotrofio di Loumbila sono loro affezionati clienti.



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