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MALAWI, ARRIVA L'OSPEDALE GALLEGGIANTE

La storica nave Chauncy Maples diventerà una clinica itinerante


Dopo vent’anni di inattività, torna a navigare la più antica imbarcazione dell’Africa. Presto porterà farmaci e assistenza sanitaria ai villaggi più poveri e isolati del lago Malawi




Per vent’anni è rimasta ormeggiata nel porto di Monkey Bay, alla punta estrema del lago Malawi, ridotta ad un bar galleggiante che ogni sera si riempiva di ubriachi e zanzare. Ma la Chauncy Maples, la più antica imbarcazione dell’Africa, non meritava quella fine ingloriosa. Il governo del Malawi ha deciso di trasformarla in una nave ospedale: presto porterà medicinali e cure gratuite a circa due milioni di persone disseminate lungo le sponde del lago. Un incarico nobile che restituisce onore a questo leggendario vascello di 38 metri, appartenuto in origine ad una società missionaria britannica, che ha navigato per lungo tempo nel cuore del continente in soccorso dei più bisognosi.
Viaggi umanitari
     Fu un battello epico fin dalla sua nascita: costruito nel 1908 a Glasgow, in Scozia, venne smontato in tremila parti per essere caricato su un mercantile e spedito in Africa. Dalle coste dell’attuale Mozambico fu fatto risalire nell’entroterra lungo il corso dello Zambesi, e infine trasportato a mano da un gran numero di portatori indigeni per quasi duecento chilometri fino alle sponde del lago Nyassa (l’attuale Malawi). Qui venne riassemblato in pochi mesi.
Varato all’inizio del 1901, venne utilizzato per compiti umanitari da schiere di missionari, medici e filantropi. «Il battello salvò migliaia di vite umane», rivelano i documenti storici della British Universities’ Mission. «Per decenni fu possibile portare aiuti ai villaggi più isolati, curare ammalati di ogni età, offrire rifugio ai profughi, liberare gli schiavi dalle catene dei mercanti arabi». I viaggi caritatevoli della Chauncy Maples continuarono fino allo scoppio della prima guerra mondiale, allorché le autorità coloniali requisirono l’imbarcazione e la convertirono a scopi bellici. L’attività missionaria riprese all’indomani della fine del conflitto e proseguì fino al 1953, anno dell’indipendenza del Malawi. I nuovi governanti trasformarono la Chauncy Maples in un battello lacustre che restò in azione fino al 1992, quando - per mancanza dei soldi necessari alla sua manutenzione – fu costretta a sospendere i suoi viaggi.
Lavori in corso
     Oggi, a distanza di vent’anni, il Presidente del Malawi, Bingu wa Mutharika, ha annunciato un piano ambizioso che punta a trasformare lo storico vascello in una clinica galleggiante. Obbiettivo: assicurare l’assistenza sanitaria ai villaggi più poveri del lago Malawi. «Puntiamo molto su questo progetto», assicura il ministro della Sanità Patrick Zimpita – «Ogni anno, specie nella stagione delle piogge, migliaia di cittadini di ogni età sono colpiti da malattie terribili come il colera e la malaria senza avere alcun possibilità di curarsi. Le strade sono pessime e gli ospedali più vicini si trovano a centinaia di chilometri di distanza: impossibile raggiungerli a piedi o in canoa. La Chauncy Maples risolverà una grave emergenza umanitaria».
Una squadra di ingegneri e meccanici locali si è già messa al lavoro per ripristinare l’imbarcazione. Entro un anno dovrebbe essere pronta per entrare in attività. «Malgrado la sua veneranda età, lo scafo e le parti strutturali sono in buone condizioni», assicura l’esperto sudafricano Peter Volschenk, incaricato di controllare lo stato di salute della nave. «Dovremo adattare gli spazi alle nuove necessità e sostituire il vecchio motore a diesel con un propulsore di ultima generazione in grado di funzionare anche con biocarburanti».
Un’impresa costosa
     Costo previsto per l’operazione: oltre 2 milioni di euro. Un’enormità. Il governo del Malawi, che detiene la proprietà della nave, assicurerà una parte considerevole della somma, il resto sarà finanziato dall’estero. «I donatori internazionali stanno rispondendo al nostro appello con generosità», assicura Janie Hampton, direttrice della Fondazione britannica Chauncy Maples (www.chauncymaples.org). «Presto la nuova clinica assicurerà alla gente del lago assistenza gratuita per le più comuni malattie: visite ambulatoriali, consulti pediatrici, campagne di vaccinazioni, cure dentistiche, servizi per la maternità, educazione sanitaria per la prevenzione delle malattie infettive». Una straordinaria scialuppa di salvataggio in un Paese povero come il Malawi, che dispone di un solo medico ogni 52mila abitanti. «Oggi l’aspettativa di vita media qui è di soli 36 anni mentre il tasso di mortalità infantile è del 111 per mille (venti volte peggio che in Europa)», ricorda Janie Hampton. «Per migliorare la situazione c’è bisogno di rimettere in moto al più presto la vecchia e leggendaria Chauncy Maples».



Il nome
     Chauncy Maples fu un missionario anglicano vissuto nella seconda metà dell’Ottocento. Dopo vent’anni di servizio in Africa, venne ordinato vescovo del Protettorato del Nyasaland (l’attuale Malawi) nel dicembre del 1895. Di ritorno dalla cerimonia d’insediamento, tenutasi nella cattedrale St Paul di Blantyre, l’imbarcazione su cui viaggiava fu investita da una tremenda tempesta. Morì annegato nelle acque del lago Malawi. Ancora oggi il suo nome viene commemorato dalla più antica nave missionaria dell’Africa.

Medici dal mare
     Si chiama Africa Mercy la più grande nave ospedale del mondo. Dal 2007 naviga lungo le coste del continente, facendo scalo nei porti delle principali città. Da Freetown a Maputo, passando per Abidjan, Cotonou e Pointe-Noire, offre ogni genere di assistenza sanitaria grazie a un equipaggio internazionale di quattrocento volontari (per metà medici e infermieri). La nave – un ex traghetto ferroviario danese acquistato per 62 milioni di dollari da una fondazione caritatevole - dispone di ottanta posti letto per gli ammalati, sei sale operatorie, decine di ambulatori specializzati. In un anno è in grado di effettuare fino a settemila interventi chirurgici: dall’oculistica all’oncologia, dall’ortopedia alla chirurgia maxillo-facciale... Info: www.mercyships.org

Soccorsi cinesi
     Non solo operai e uomini d’affari. Ora Pechino sbarca in Africa anche coi suoi medici e infermieri. Dallo scorso settembre la nave militare cinese 'The Peace Ark' è impegnata in una missione umanitaria sulla costa orientale del continente, con l’obiettivo di portare assistenza sanitaria gratuita a migliaia di pazienti, ma anche di avviare programmi di cooperazione tra dottori e ricercatori africani e cinesi. La nave, che dispone di cinquecento letti ospedalizzati e otto sale chirurgiche, ha già fatto scalo ai porti di Gibuti, Mombasa e Dar Es Salaam. La sua prima missione è terminata a dicembre, ma presto verrà replicata in altre nazioni africane.




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