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LA FABBRICA DEL LATTE

In Tanzania una latteria sociale produce salute e lavoro


A Nyombe, in una regione arretrata ma ricca di pascoli, centinaia di allevatori hanno migliorato le condizioni di vita delle loro famiglie grazie a un piccolo caseificio. Realizzato con aiuti italiani



Si chiama Kiwanda cha maziwa, in lingua locale “La fabbrica del latte”. È un’iniziativa di solidarietà promossa in Tanzania da un’associazione di volontariato bolognese, il Cefa, in collaborazione con il gruppo industriale Granarolo. Il piccolo caseificio realizzato nel distretto di Nyombe è il cuore pulsante di un progetto più vasto e ambizioso - denominato Africa Milk Project - che punta a sviluppare una vera e propria filiera del latte, capace di valorizzare il lavoro di circa quattrocento piccoli allevatori, migliorando al tempo stesso l’alimentazione della popolazione locale.
     La latteria sociale produce latte fresco di ottima qualità, integro e sicuro, che viene distribuito con successo sul territorio. «Il prodotto proviene solo da bestiame vaccinato e controllato da veterinari», puntualizza Marco Benassi, direttore del Cefa. «Gli allevatori beneficiano di un’adeguata formazione, attraverso incontri e seminari, e naturalmente godono di un reddito dignitoso». Per ogni litro consegnato al caseificio, guadagnano 425 scellini, 100 in più di quanto viene percepito dai produttori di altre zone del Paese. A beneficiare del progetto non sono solo i mandriani ma anche i dipendenti dello stabilimento - in tutto circa mille famiglie tanzaniane - che pastorizzano il latte bovino e lo lavorano per produrre yogurt e formaggi.
L’attività ha avuto un sorprendente successo commerciale. I negozi e i ristoranti di Dar es Salaam si contendono mozzarelle, provoloni e caciotte, e la produzione viene regolarmente esaurita. «Entro la fine del 2012, l’intero progetto sarà gestito in piena autonomia dai lavoratori tanzaniani», puntualizza Benassi. «Perché questa è la nostra priorità: fornire alle popolazioni del posto strumenti e capacità in grado di migliorare il reddito famigliare, salvaguardare il territorio e garantire la distribuzione di un alimento che soprattutto per i bambini non ha eguali».



Sostieni il progetto
     La latteria sociale di Nyombe, in Tanzania, è promossa dal Cefa, un'organizzazione non governativa di volontariato internazionale fondata nel 1972 da alcune cooperative agricole bolognesi. Il progetto può essere sostenuto da chiunque: per esempio è possibile adottare a distanza una classe di alunni tanzaniani, per garantire la distribuzione di un pasto completo giornaliero nelle mense scolastiche di Nyombe. Dove, ovviamente, non manchi il latte. www.africamilkproject.org


Da sapere
La Tanzania
     È il più grande Paese dell'Africa orientale. Grande e complesso. Malgrado goda da molti anni di stabilità politica e sviluppo economico, la Tanzania deve ancora risolvere gravi problemi sociali. Solo il 40% della popolazione ha l'elettricità, il 61% vive in condizioni di povertà, il 38% non ha accesso all'acqua potabile. L'aspettativa di vita è di 49 anni, 11 bambini su cento non raggiungono i 5 anni di età. Solo il 5% delle strade è asfaltato e un tanzaniano su tre deve camminare almeno mezz'ora per arrivare a un pozzo d'acqua. Il 28% degli adulti risulta essere analfabeta, mentre il tasso di abbandono scolastico durante la scuola primaria raggiunge il 57%.




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