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IL PAPA' (ADOTTIVO) DI DUMBO

In Kenya un veterinario italiano cura gli elefantini orfani

A Nairobi il dottor Aldo Giovannella accudisce decine di cuccioli di elefante rimasti senza genitori a causa dei bracconieri. La sua sfida? Salvarli dalla morte e rimetterli in libertà nel Parco dello Tsavo

«Ho sempre avuto un'attrazione speciale per gli elefanti. Quando ero piccolo giocavo con un pupazzo di stoffa dalla lunga proboscide. Poi è stato il tempo degli elefanti della Walt Disney… Oggi, all'età di 48 anni, non mi stanco di giocare coi veri "Dumbo": teneri pachidermi africani che hanno bisogno di cure e di affetto».
Dedizione assoluta
     Aldo Giovannella è un veterinario che vive e lavora in Veneto. Due anni si è recato in Kenya per osservare da vicino i grandi animali della savana. «Al termine del mio primo safari, ho voluto visitare il David Sheldrick Wildlife Trust, nei pressi di Nairobi, che dal 1997 si occupa di curare, svezzare e ri¬mettere in libertà piccoli di elefante rimasti orfani per lo più a causa dei bracconieri». È stato un amore a prima vista. «Nel centro ho conosciuto persone straordinarie che vivono a stretto contatto coi cuccioli di elefante. Li nutrono, li coccolano, li curano con dedicazione assoluta. Giorno e notte. Una missione che mi ha affascinato».
Ben presto il dottor Giovannella è diventato un collaboratore dell'omonima fondazione (creata dalla dottoressa Dame Daphne Sheldrick, in memoria del marito David) che gestisce il centro all'interno del Nairobi National Park. In Italia ha lanciato un progetto non profit, il Pengo Life Project, che ha la finalità di far conoscere anche le molteplici attività di protezione degli animali selvatici (elefanti ma anche rinoceronti neri) portate avanti nel cuore del Kenya. «Quando un elefantino arriva al centro - spiega il veterinario -, le prime ore sono cruciali per il suo processo di adat¬tamento alla nuova realtà. Dovrà lottare contro la di¬sidratazione, la polmonite che è la causa più frequen¬te di morte degli ospiti, e contro l’aliena¬zione sociale dal branco».
Come nuovi genitori
     Gli operatori del centro sono fondamentali per l’integrazione dei nuo¬vi arrivati, spesso cuccioli di appena qualche giorno. «Devono supplire al ruolo dei genitori e istaurare un rapporto esclusivo di intimità e fiducia coi piccoli animali». Devono imparare in fretta a capire i loro bisogni e le loro richieste. «I cuccioli selvatici hanno bisogno di essere accuditi in un ambiente sicuro e amorevole. La vita in cattività frustra gli istinti, soffoca gli stimoli, produce noia e psicosi. Per questo, dopo un circa anno di vita, gli orfani vengono trasferiti dalla nursery di Nairobi allo Tsavo East National Park. Qui inizia il graduale processo di reintegrazione nella comunità di elefanti allo stato brado.
I giovani animali, sempre affiancati dai loro custodi, imparano a esplorare la savana, a familiarizzare con gli odori del branco, a tenersi alla larga dei predatori… Imparano, poco alla volta, a riacquistare la libertà e l'indipendenza perduta. Il tutto, grazie alla fondamentale vicinanza dei genitori adottivi che rafforzano la fiducia del cucciolo e lo preparano al ritorno alla vita selvaggia».
Giorno dopo giorno tra gli elefantini e i loro custodi si crea un rapporto speciale: storie di commoventi amicizie che restano nel tempo. «Ricordo ancora come fosse ieri il giorno in cui è arrivata al centro la piccola Shukuro», racconta Giovannella. «Aveva solo tre giorni di vita ed era caduta accidentalmente nel fondo del pozzo di un gasdotto. I componenti del branco non erano riusciti a salvarla. Per fortuna un pastore aveva sentito le urla del suo disperato pianto. Il cucciolo era ferito, terrorizzato… Portato al centro, dopo due ore volo, si mostrò subito affettuoso e giocoso. Oggi fa parte della nostra famiglia, ha superato con successo le fasi di adattamento e si prepara a tornare in libertà nella savana. Quando lascerà il centro sarà un giorno fantastico, ma anche molto triste».




Taccuino
     L'elefante africano è il più grande animale terrestre. Vive mediamente 70-75 anni in branchi spesso numerosi. È essenzialmente un erbivoro e può ingerire fino a 300 kg di cibo al giorno. I maschi misurano circa 6,5 metri di lunghezza, 3,5 metri di altezza, e hanno un peso che oscilla tra i 3800 e i 5000 kg. Le femmine sono più piccole, arrivano a 3,5 tonnellate di peso. Una curiosità: le orecchie enormi, oltre ad assicurare agli animali un udito molto fine, sono utili anche per la dispersione del calore.



Adotta un cucciolo
     Il dottor Aldo Giovannella ha lanciato il Progetto Pengo Life per sostenere le attività svolte dallo Sheldrick Wildlife Trust di Nairobi in favore degli orfani di elefante e rinoceronte. È possibile contribuire alle attività di salvaguardia di questi animali adottando a distanza un cucciolo, con una quota mini¬ma di circa 35 euro all'anno. Ogni "genitore" riceverà via mail informazioni aggiornate sullo stato di salute del piccolo e potrà recarsi a Nairobi per far visita al proprio cucciolo. www.pengolife¬project.it



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