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GUERRA E PACE ON-LINE

Le notizie (belle e brutte) corrono sulla Rete

"Informare sugli orrori della guerra per costruire la pace". Con questo spirito due siti Internet indipendenti raccontano ogni giorno le notizie dimenticate da giornali e tv. E svelano il volto vero dei conflitti.

"Guerre preventive", "conflitti umanitari", terribili attentati terroristici... Ogni giorno dobbiamo fare i conti con una lunga serie di pessime notizie. Notizie che il comune cittadino non può verificare né approfondire, se non con estrema difficoltà: a dispetto di una (vera o solo apparente) ricchezza dell'offerta mediatica e giornalistica, l'informazione sui conflitti che infiammano il mondo appare spesso frammentaria, semplicistica, omologata, faziosa. Del resto, non è un segreto che la verità sia la prima vittima della guerra. Che fare allora per tenersi informati in modo puntuale e soprattutto obiettivo ? Quale mezzo può garantire oggi trasparenza, chiarezza e completezza dell'informazione ? Internet offre due indirizzi preziosi per chi ama tenersi aggiornato sullo stato di salute del nostro pianeta: si tratta di due nuovi giornali on-line che fanno dell'informazione libera e "controcorrente" la propria carta d'identità.
CONFLITTI DIMENTICATI
Il neonato PeaceReporter (www.peacereporter.net) ha come scopo quello di "diffondere una cultura di pace e di rispetto dei diritti umani". E' un giornale dichiaratamente pacifista, nato da una idea dell´agenzia giornalistica Misna (Missionary Service News Agency) e della organizzazione umanitaria Emergency. La redazione - composta da professionisti dell'informazione e diretta da Maso Notarianni - si avvale di numerosi collaboratori e di corrispondenti distribuiti nel nord e nel sud del mondo: operatori di organizzazioni non governative, religiosi di ogni credo, personale diplomatico ed esponenti della società civile che sostenendo PeaceReporter raccontano luoghi in cui non arriva il giornalismo tradizionale. Le notizie d'attualità, aggiornate in continuazione da ogni parte del pianeta, vengono pubblicate assieme ad analisi e interviste che aiutano a comprendere ragioni e dinamiche dei conflitti in corso. I costi del giornale sono sobbarcati da alcuni sponsor. Ma chiunque può sostenere questa nuova esperienza editoriale, che merita di crescere: per maggiori informazioni si può scrivere a info@peacereporter.net.
NOTIZIE DI GUERRA
L'altro giornale on-line che vogliamo segnalare si chiama War News (www.warnews.it) ed è gestito da un gruppo di volontari uniti nell'intento di fornire un'informazione assolutamente indipendente che riguarda tutti i conflitti, specie quelli ignorati dai media tradizionali. Spiegano i redattori di Warnews: "Le nostre fonti sono prevalentemente siti internet di tutto il mondo: news services locali, grandi media internazionali, agenzie di stampa nazionali e internazionali. Inoltre abbiamo collaborazioni costanti con fonti non giornalistiche quali agenzie umanitarie, associazioni di volontariato operanti in zone di guerra, ONG, media indipendenti. La messa a confronto delle informazioni, reperite da fonti diverse, è garanzia di accuratezza e di cautela". War News non "urla" mai le notizie e non cerca alcuno scoop giornalistico, punta invece sulla qualità dell'approfondimento: la redazione, coordinata da Paolo Oddone, ha già prodotto migliaia di articoli e reportage sulle guerre in corso nel mondo. Una grande quantità di materiale frutto di un lavoro giornalistico costante e scrupoloso che mantiene le prerogative di sempre: indipendenza e ridotti costi di gestione. A proposito di costi: il problema dell'indipendenza economica è fondamentale per un giornale libero. "Per molto tempo - spiegano a War News - siamo riusciti a svolgere il nostro lavoro con costi vicini allo zero. Questo valore non conteggia ovviamente i costi in termini di ore di lavoro prestate dai volontari, poiché nessuno di noi ha mai percepito alcun compenso. Tuttavia, il crescente successo dell'idea che sta dietro War News ci ha posto di fronte ad alcune necessità: i costi non possono essere mantenuti a livelli bassissimi, vista la mole di dati servita ogni giorno. I costi vivi di telefono, fax, attrezzature tecnologiche e spostamenti crescono in maniera esponenziale insieme al miglioramento complessivo della qualità del servizio". Per risolvere questi problemi War News chiede l'aiuto di tutti coloro che hanno a cuore la pace nel mondo e la sorte delle popolazioni coinvolte nelle guerre: le donazioni, ovviamente, si ricevono on-line.


I padroni delle notizie
Gli editori: pochi e potenti
Nel villaggio globale l'informazione è gestita da pochi e potenti editori (quasi sempre collegati a importanti gruppi industriali). Le grandi agenzie di stampa - quelle che produco, diffondono e selezionano le notizie - si contano sulle dita di una mano. Oltre l'80% delle notizie che arrivano nelle nostre case sono divulgate da quattro agenzie occidentali: l'Associated Press (statunitense: produce 20 milioni di parole al giorno), la United Press International (statunitense, 15 milioni di parole al giorno), la France Press (francese, 5 milioni di parole al giorno), e la Reuter (angloamericana, 5 milioni di parole al giorno).



Internet per pochi
Il divario digitale tra Nord e Sud
Oggi tra i Paesi ricchi e il resto dell´umanità c´è un baratro tecnologico. Basti pensare che miliardi di persone non hanno neppure un telefono, una TV, un computer. Il 60 % della popolazione, quella dei paesi in via di sviluppo, utilizza solo il 5 % delle connessioni Internet mondiali. In Gran Bretagna c'è un pc ogni 4 abitanti, in Malawi c'è un pc ogni 10 mila persone. Le linee telefoniche dell'intero continente africano sono pari a quelle della sola New York. L'Africa e il Medio Oriente contano complessivamente solo l'1% degli utenti Internet globali. Il 15 % della popolazione mondiale, quella dei Paesi sviluppati, utilizza oltre la metà delle linee telefoniche fisse e il 70 % di quelle mobili. Lo chiamano "divario digitale" è una nuova forma di discriminazione tecnologica.



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