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SALVIAMO IL CONGO!

L’appello di Amnesty, UNICEF e WWF

Un’organizzazione che difende i diritti umani, un’istituzione che protegge i bambini, un’associazione che tutela l’ambiente. Assieme per aiutare un grande paese senza pace.

Si chiama “Salvamondo per il Congo” la grande scommessa lanciata da Amnesty International, UNICEF e WWF. L’obiettivo ? Unire le forze e mettere in sinergia le capacità, per portare soccorso alla popolazione della Repubblica Democratica del Congo, costretta a fare i conti con una terribile guerra civile e una crisi socio-economica di proporzioni allarmanti.
Un paese dimenticato
Quella congolese è una tragedia umanitaria dimenticata dal mondo, come dimostrano i dati relativi agli aiuti internazionali degli ultimi anni: nonostante sia una delle più grandi e delle più povere nazioni africane, il Congo riceve pochissimi aiuti (solo 3,5 dollari x abitante, contro i 22 della Costa d’Avorio, gli 11 di Somalia ed Etiopia). "Ma in Congo si può fare molto con poco", spiegano gli ideatori della campagna “Salvamondo”. "La voglia di pace della gente è grande, così come la capacità di mobilitare le risorse e il volontariato locale: esistono innumerevoli associazioni congolesi che si danno da fare per accogliere i bambini di strada, per prevenire l’AIDS, per educare i più piccoli alla pace, per migliorare l’istruzione, per difendere l’ambiente".
Unire le forze
I progetti della campagna “Salvamondo” sono diversi: si va dal sostegno per la smobilitazione dei “bambini soldato” alla formazione agricola e riforestazione nell’est del paese, fino alla costruzione di centri per l’accoglienza, la tutela legale e il reinserimento familiare dei bambini di strada. La vera variabile è determinata da quanti bambini, donne e uomini riuscirà a raggiungere la campagna (ma questo dipende da quanti fondi verranno raccolti). La grossa scommessa sarà invece mettere insieme il lavoro di una organizzazione che difende i diritti umani con quello di un’istituzione che protegge i bambini e di un’associazione che tutela l’ambiente. "Se vogliamo cambiare veramente le cose, dobbiamo unire le nostre forze e i nostri mezzi", chiariscono gli organizzatori. "Oltretutto scavare un pozzo o costruire un piccolo ospedale non serve a nulla se non si lavora anche per interventi strutturali e integrati. Ad esempio, per salvare la vita dei bambini occorre: curare i bimbi malnutriti, garantire medicinali e ambulatori, e insieme creare orti comunitari per migliorare la dieta, e assicurare pace e rispetto dei diritti perché le famiglie possano ritrovare fonti di reddito minime". Non c’è tempo da perdere: oggi in Congo più di un bambino su cinque non arriva a compiere i 5 anni.

IL GRANDE SACCHEGGIO
La Repubblica Democratica del Congo è un paese poverissimo, ma potrebbe essere ricco. Prodigo di risorse minerarie (diamanti, cobalto, rame, oro, coltan) e agricole (caffè, legname pregiato, pascoli), il Congo è stato sistematicamente saccheggiato prima dalla colonizzazione belga, poi dalla dittatura trentennale di Mobutu e infine, negli anni ‘90, dagli eserciti dei paesi vicini e dalle bande mercenarie che hanno sostenuto e incoraggiato la guerra civile e le guerriglie interne. Per maggiori informazioni sulla campagna umanitaria “Salvamondo per il Congo”: www.salvamondo.it.



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